Chiavari: “Semaforo delle Grazie, due aspetti da chiarire”

Da Davide Grillo e Barbara Tronchi Meetup Chiavari, riceviamo e pubblichiamo

Ci assumiamo l’onere di rispondere all’articolo (non firmato) pubblicato da Levante News l’8 agosto scorso in merito al semaforo non intelligente posto fuori dalla galleria delle Grazie, perché qualcosa in quelle righe stona. Non si tratta del sarcasmo sul semaforo che non regolamenta in maniera intelligente il traffico entro la galleria: volendo la freddura di per se’ può strappare un sorriso.

Si tratta di due aspetti che sarebbe bello non fossero mai persi di vista. Primo: se lo scopo era denunciare e fare informazione (scopo sempre nobile) forse sarebbe bastato provare a chiamare l’Amministrazione chiavarese, c’è la probabilità che qualche dubbio sul contenzioso tra Anas e Fondazione Torriglia potesse essere dipanato. E le informazioni ai cittadini potessero essere fornite più chiare e complete.

Secondo: Roberto Traversi è, appunto, sottosegretario al MIT, che è incarico istituzionale nazionale (lo ricordiamo sempre a favor di cronaca). Capiamo che la tentazione al dileggio è forte, e se si trattasse di satira non avremmo nulla da eccepire. Ma si tratta di informazione pubblica, e allora si rischia di rendere evidente più la pretestuosità fine a se stessa che la bontà della notizia.

Capiamo anche che il clima elettorale venga vissuto come un contesto ove tutto vale ma speriamo non venga mai persa di vista la serietà. Sperando di dare un piccolo contributo alla problematica (reale) dei disagi stradali, a quanto ci è noto allo stato attuale il semaforo non può essere eliminato in quanto occorre ricostruire il muro crollato, che dagli atti di ufficio risulterebbe di proprietà privata. Dopo l’esito del ricorso – che dovrebbe essere reso noto nei prossimi giorni – in caso di condanna Anas interverrà.

Il sottosegretario Traversi non può imporre ad Anas di portare a termine la ricostruzione del muro, così come non può farlo il MIT: innanzi tutto perché significherebbe andare oltre il ruolo ricoperto (il che è illegale), secondariamente (ma non per importanza) perché Anas, utilizzando soldi pubblici, non può decidere di “fare il muro e poi vedere come va” poiché il rischio è di incorrere nel danno erariale. 

La galleria subito dopo il crollo