Lavagna: “Riduzione Tari, famiglie disagiate escluse”

Da Guido Stefani e Aurora Pittau, Officina Lavagnase,  riceviamo e pubblichiamo

Pur nella complessità della materia, amplificata anche dai recenti cambiamenti legati sia al trasferimento ad Arera (Autorità di regolazione per l’energia, reti e ambiente) della definizione dei criteri di riconoscimento dei costi del servizio integrato dei rifiuti, sia della situazione di crisi economica e sanitaria generata dall’emergenza dovuta al virus Covid 19, come Officina Lavagnese esprimiamo alcune riserve relativamente alla pratica in oggetto.

1)      Le riduzioni che vengono proposte si applicano alle sole utenze non domestiche e non si tiene conto che la grave crisi economica, derivante dall’emergenza sanitaria, coinvolge direttamente tutti i cittadini e grava in modo particolare sulle famiglie che versano in disagiate condizioni economiche.

Purtroppo, come già avevamo fortemente criticato in occasione dell’approvazione del regolamento comunale sulla Tari, questa amministrazione ha escluso le famiglie in condizioni economiche disagiate dalla possibilità di ricevere eventuali agevolazioni, limitando le stesse ai soli casi previsti espressamente da leggi statali.  Riteniamo che fosse possibile estendere questi benefici anche ad utenze domestiche in condizioni disagiate.

2)       Il criterio adottato per valutare la percentuale di riduzione sulla quota variabile del tributo è stato quello di parametrare i giorni di chiusura ufficiale degli esercizi, sulla base delle ordinanze nazionali e/o regionali, rispetto al totale dei 365 giorni dell’anno. Concordiamo sul metodo ma esprimiamo alcuni dubbi sulla sua applicazione in particolare per alcuni tipi di attività a carattere stagionale, dove i giorni di chiusura previsti dalle ordinanze sono coincisi solo in maniera ridotta con i giorni effettivi di apertura delle attività. In questi casi andrebbero quanto   meno riviste le percentuali di riduzione delle tariffe.

3)      Le riduzioni previste genereranno una riduzione delle entrate relative alla Tari, che deve essere finanziata con entrate proprie del bilancio comunale, derivanti o da maggiori entrate a seguito del contrasto dell’evasione, o da risorse proprie del comune quali avanzo di amministrazione o altre disponibilità dell’ente. Tali minori entrate e le relative compensazioni a copertura del servizio dovrebbero essere valutate ed iscritte a bilancio attraverso le necessarie variazioni. Nella proposta di delibera non vi è neppure una indicazione di previsione    dei minori introiti da compensare.

Abbiamo appreso, durante la riunione della commissione, che tali minori introiti   ammonterebbero a circa 70.000 / 80.000 €. La mancanza di questo dato, per quanto provvisorio, all’interno di questa delibera ci sembra una grave lacuna, visto che con questa delibera dovrebbero essere approvate le tariffe che genereranno tali minori introiti, che in ogni caso, andranno poi recuperate anche nel corso degli anni successivi.