Monterosso: treni fantasma e pendolari in attesa fino all’alba

 Da Valentina Barbieri presidente Pro Loco Monterosso riceviamo e pubblichiamo
 
Il 1o luglio l’Assessore ai Trasporti Avv. Berrino, per aiutare fattivamente la ripresa del turismo, fintanto che Covid consente, ha reintrodotto il treno delle 23.10 dalla Spezia per Sestri Levante – ma nessuna risposta è arrivata alla richiesta del treno corrispondente in direzione La Spezia che fermava a Monterosso alle 23:31, e a seguire nelle altre località. Così la maggior parte dei turisti non residenti se ne parte con il treno delle 22:20, con buona pace per i Comuni chi hanno organizzato una qualche coraggiosa manifestazione serale, perché saggiamente non vogliono aspettare il regionale 11379 in partenza da Monterosso alle 00:24 -arrivo alla Spezia 00:50.

Gli unici che sono costretti a rischiare sono i camerieri e baristi, cuochi e aiuto cuochi, che danno il meglio possibile sudando – letteralmente – il salario sotto alla mascherina anche durante le ore del turno serale che finisce intorno alle 23Ma per i lavoratori del turismo al danno di non avere più il treno delle 23:30, si aggiunge la beffa: il ritardo puntuale dell’ultimo treno della notte.

Così tra venerdì 24 e sabato25 il regionale era annunciato con 20 minuti di ritardo, in coda all’IC delle 00:03 che di ritardo portava già 45 minuti… E nell’incertezza del rientro, non appena l’IC è arrivato sono saliti tutti – per vedersi costretti a scenderne, perché non provvisti della debita prenotazione!

Inottemperanza alle regole anti Covidinfatti, il controllore non ha loro permesso di salire in assenza di prenotazione – senza tener conto però che le regole non danno la possibilità di fare la prenotazione del posto e il pagamento del supplemento a biglietteria chiusa: le erogatrici              automatiche e l’app online non sono infatti abilitate per il solo supplemento e posto a sedere, e anche per chi ha la carta TuttoTreno la prenotazione del posto deve essere fatta con un quarto d’ ora di anticipo.

Risultato:i pendolari della sera sono arrivati alla Spezia con il regionale alle 2 di notte – 3 ore dopo aver finito il turno.

E’ già grave che non sia possibile programmare i viaggi perché magari il treno regionale utile e quello successivo vengono messi a prenotazione obbligatoria sotto data, ma che un’azienda che promuove il turismo con offerte di biglietti per la montagna e il mare, le città d’arte e i parchi, non riesca a risolvere nemmeno il problema della prenotazione del posto e del supplemento per prendere un IC che viaggia semivuoto, nel 2020, non è accettabile

.Ma quanto successo nella notte tra venerdì e sabato u.s. è nulla in confronto a quanto hanno dovuto subire nella notte tra il 28 e il 29 luglio:l’IC 35687, segnato sul monitor in partenza per le 00:03, a orario non si è presentato. Consultando”ViaggiaTreno” con il cellulare si veniva poi informati che viaggiava con 12 minuti di ritardo…. mentre invece ne aveva 45!

A Monterosso per fortuna i pendolari per la Spezia sono stati lasciati salire. I derelitti che dovevano rientrare a Vernazza o Corniglia sono invece rimasti ad aspettare il regionale…con i monitor che continuavano ad annunciare il treno in partenza all’ora programmata, senza nessuna indicazione sullo stato effettivo della situazione.Alcuni tra i lavoratori di Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore, si sono fatti venire da parenti e amici, buttati giù dal letto nel cuore della notte. Altri hanno aspettato il treno fino all’alba.Il Regionale 11379 delle 00:24 infatti non è mai partito da Genova, nonostante che all’1:15 sia stato annunciato con 50 minuti di ritardo. Ci risulta da un disperato che lo ha dovuto aspettare fino all’arrivo,che sia invece partito da Sestri Levante alle 3 del mattino. 

Chiediamo alla Regione e a Trenitalia di intervenire immediatamente affinché fatti simili non si ripetano più e di ripristinare il treno delle 23 10 circa da Sestri Levante per La Spezia. Non è ammissibile far vivere ad un intero territorio disagi di queste proporzioni, conseguenza non del Covid ma di disorganizzazione. Men che  meno in una situazione di faticosa ripresa come quella attuale.