Lavagna: “Spiagge sovraffollate, tre domande al Comune”

Dal Comitato Tigullio Possibile riceviamo e pubblichiamo

A seguito della segnalazione di diversi lavagnesi il Comitato Tigullio Possibile chiede all’amministrazione comunale di Lavagna come intende gestire il sovraffollamento delle spiagge libere nel rispetto delle norme di prevenzione anti Covid-19.

Domenica 5 luglio 2020, una rappresentanza del Comitato Tigullio Possibile ha fatto un sopralluogo nelle spiagge libere di Lavagna, anche a seguito di diverse segnalazioni da parte di cittadini lavagnesi preoccupati per il sovraffollamento che si crea nei lidi pubblici soprattutto nel fine settimana.

Abbiamo scattato numerose foto nelle ore di punta (che alleghiamo)e in effetti le norme contenute nel “Rapporto sulle attività di balneazione in relazione alla diffusione del virus SARS-Cov-2” dell’ISS, non vengono rispettate (per completezza alleghiamo il documento citato).

Una situazione che a noi pare fuori controllo, dove assembramenti di persone lungo il litorale sia in spiaggia che sulla passeggiata rimandano a immagini di una situazione che non è gestita come dovrebbe essere da parte di chi avrebbe il dovere di monitorare ed eventualmente sanzionare chi non dimostra innanzitutto buon senso civico.

Dopo i numerosi morti di questo terribile inizio d’anno ed il possibile ritorno in autunno di una seconda ondata di infezioni di Covid-19, il Comitato di Tigullio Possibile pone all’amministrazione comunale di Lavagna i seguenti quesiti:

•Ha programmato un piano per monitorare le presenze e gli accessi nelle spiagge libere?

•Ci sono persone preposte al controllo?

•Se sì, con quali modalità hanno attuato la vigilanza fino ad oggi, visto appunto quanto qui segnalato?

Ora che il picco turistico della stagione estiva si avvicina urge più che mai un serio controllo per garantire sicurezza ed igiene ai cittadini e turisti che vogliono giustamente godere del bellissimo mare che Lavagna offre, evitando il ripetersi delle scene documentate domenica scorsa.  

La salute pubblica deve essere garantita a tutti e in situazioni anche di crisi economica bisogna impegnarsi di più perché chi non può o non vuole ricorrere ai bagni privati, dove le norme anti Covid-19 vengono rispettate, abbia le stesse garanzie di sicurezza nei lidi pubblici.