Lettere/ “La viabilità a Recco; le ipotesi e la realtà”

Da Mario Repetto (Genova) riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata a Sindaco della Città metropolitana di Genova, all’Assessore Mobilità e Ambiente della Città metropolitana di Genova, al Sindaco del Comune di Recco e p.c. ai Capigruppo consiliari di Recco, all’associazione Commercianti di Recco, alla Pro Loco di Recco, alla Rete Genova Sostenibile

(Ognuno ha libertà di esprime le proprie idee ed ergersi a paladino della salute pubblica. Tuttavia bisogna sottolineare che il lettore non conosce le novità riguardanti il lungomare. Né conosce gli effetti inquinanti dovuti alla mancanza di semaforo in via Roma, con file di auto ferme in attesa che i pedoni, uno alla volta per carità, attraversino la strada. m.m.)

Oggetto: Mobilità sostenibile a Recco

A seguito della mia precedente lettera del 11/6/2020 (nessuna risposta!)faccio notare quanto segue:siamo arrivati a luglio, ma lungo la passeggiata Bettolo di Recco continuano a circolare automobili. Penso si tratti di uno dei pochissimi casi in Italia dove, in seguito alla riapertura Fase2, non sia stato adottato alcun intervento a favore di una Mobilità più sostenibile, (indirettamente anche di un Turismo Sostenibile,più qualificato e rispettoso dell’ambiente). La conferma di questa politica autocentrica del comune di Recco la si evince anche dall’inutile (chi paga poi queste spese bizzarre?) semaforo di V. Roma di fronte a Tossini dove appunto il pedone è fortemente penalizzato perché verde più giallo durano solo 12 secondi e quando si pigia il pulsante prenotazione ne occorrono ben 28 per avere di nuovo il verde pedonale.(Ma poi perché anche il giallo che crea solo confusione? quando nei semafori a conto alla rovescia è ovunque sufficiente il verde con i secondi totali?) Insomma chi va a piedi e quindi inquina meno, non causa incidenti pericolosi e onerosi per la collettività non viene mai né premiato né agevolato! Del resto in quel tratto di via Roma, fino cioè alla rotonda dove gravitano abitazioni e negozi importanti per cui molti cittadini si spostano frequentemente da un lato all’altro della strada ci starebbe benissimo una Zona 30 o meglio 20 perché la gente dovrebbe attraversare facilmente eliminando così sia il semaforo che quelle anacronistiche barriere (ringhiere) al bordo marciapiede sistemate soprattutto per trasmettere tranquillità agli automobilisti, compresi quelli che attraversano (e affumicano) Recco solo per andare a prendere l’autostrada. Bene occorre che questi vadano assai più piano obbligandoli a convivere, come avviene in molte città, con i pedoni che hanno gli stessi diritti.

Molti insofferenti poi col tempo o decideranno di adeguarsi oppure di utilizzare viabilità alternativa o meglio ancora usare finalmente i mezzi pubblici per venire in Riviera. Ricordo che Zermatt ha accresciutola sua fama proprio perché non fa entrare nessuna automobile in città. Esempio virtuoso che si sta diffondendo anche in Italia. Infine non risulta, entrando a Recco, che vi siano indicati limiti di velocità