‘Santa’: Volpi liquidato con sei voti della maggioranza

Assente l’opposizione, assenti tre membri della maggioranza incompatibili a trattare l’argomento. Il Consiglio comunale di Santa Margherita, convocato per la seconda volta si è svolto regolarmente da remoto. Unico argomento: “Progetto di messa in sicurezza e di adeguamento funzionale con parziale riqualificazione degli ormeggi e del litorale sud del porto, presentato ai sensi del dpr n° 509/1997”. Tradotto significa divorziare dal progetto presentato a suo tempo dalla “Santa Benessere” del patron Gabriele Volpi. Pratica votata all’unanimità dai presenti: sei membri della maggioranza.

Hanno inizialmente parlato l’assessore Linda Peruggi che ha sintetizzato il lungo iter della pratica e il sindaco Paolo Donadoni. Sembra che unica responsabile del divorzio sia stata la mareggiata del 29-30 ottobre 2018. Non la mancata osservazione di parte delle 47 prescrizioni a suo tempo imposte dal Comune alla Santa Benessere.

Dopo il disastro, l’intervento di Regione e Protezione civile con un  finanziamento ingente che permette la messa in sicurezza, in atto, del porto; cade così la ragione di un intervento privato.

Il vicesindaco Emanuele Cozzio si è detto dispiaciuto per l’assenza delle minoranze; ha riferito che nella riunione dei capigruppo, nessuno aveva annunciato di disertare la seduta. La comunicazione era giunta poi con una mail. A proposito di incompatibilità a votare la pratica, Cozzio si è chiesto se anche in minoranza vi fossero membri incompatibili. Ha definito infine l’opposizione “democratici da tastiera, assenti poi nelle sedi istituzionali”. Il vicesindaco ha poi puntualizzato che la diga è anche una difesa della città, un elemento di protezione civile. Ha ringraziato il presidente della Regione Giovanni Toti e l’assessore Giacomo Raul Giampedrone, anche per avere evitato l’interruzione dei lavori alla diga, unico caso durante la pandemia, assieme al ponte Morandi.

Non è stato fatto alcun cenno sulla futura gestione del porto.

E’ stato anche deliberato che la vasca di laminazione prevista nella calata del porto, verrà interrata dove era stata originariamente pensata nel cantiere Spertini.