Cinque Terre: “Più semplice la nascita di un solo Comune”

Da Roberto Benvenuto, presidente Associazione Cinqueterre un Comune, riceviamo e pubblichiamo

 

Comune unico nuova normativa. Via libera dalla Regione Liguria.

Le vie che conducono ad una eventuale nascita del comune unico sono due, per via amministrativa (volontà dei consigli comunali) o a seguito di presentazione di apposita istanza (tramite raccolta firme) nel caso in cui questa volontà venga espressa da associazioni o comitati.

La materia è regolamentata da legge nazionale per quanto concerne gli aspetti di carattere generale, e da leggi regionali per quanto riguarda l’istruzione e la raccolta delle firme a corredo dell’istanza.

Attese le disposizioni legislative regionali, l’iter di fusione comunale, prevede in entrambi i casi (proposta dei consigli comunali o presentazione istanza da parte di Associazioni/Comitati) lo svolgimento di un referendum popolare consultivo da tenersi contemporaneamente in tutti i comuni interessati dal progetto di fusione comunale.

Nella regione Liguria la possibilità di presentazione dell’istanza, sino al 22 giugno era pressoché impossibile da perseguire per le associazioni/comitati, in quanto la legge regionale in vigore prevedeva che questi soggetti raccogliessero un numero di firme a corredo dell’istanza pari al 50% + 1 della popolazione residente in ogni singolo comune percentuale comprensiva della quota degli A.I.R.E. (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero).

Questa normativa di fatto, là dove la proposta di comune unico non era condotta direttamente dalle amministrazioni comunali, rappresentava per le associazioni o i comitati un ostacolo veramente quasi insormontabile.

Per tale motivo, i rappresentanti di Liguri per le Fusioni, in coordinamento con FCCN (Fusione dei Comuni Coordinamento Nazionale) e con l’Associazione Cinqueterre un Comune, avevano da circa due anni proposto alla Regione Liguria di agevolare la presentazione dell’istanza per una eventuale fusione comunale modificando sostanzialmente la quota di firme occorrenti la presentazione dell’istanza stessa.

Molte sono state le occasioni di confronto con l’organo regionale preposto e finalmente in data 23 giugno 2020, l’intero consiglio regionale all’unanimità ha apportato la variazione richiesta tramite l’approvazione della proposta di legge regionale n. 230.

Quindi, attesi i tempi di pubblicazione della proposta di legge sulla Gazzetta Regionale, in Liguria sarà più agevole per i comitati o le associazioni inviare istanze di fusione presentando a corredo un numero di firme pari al 20% dei cittadini residenti esclusi AIRE per ogni singolo comune, il quorum da raggiungere per validare il referendum sarà pari al 30% dei cittadini residenti esclusi AIRE per ogni singolo comune, le spese occorrenti dovrebbero trovare le seguenti coperture:

–          per le spesi occorrenti lo studio di fattibilità del progetto di Fusione Comunale, nell’interlocuzione intercorsa tra le parti (Regione/Associazioni/Comitati) si è acquisita una disponibilità di massima della Regione Liguria al sostegno delle spese, compatibilmente con le esigenze di bilancio;

–          per lo svolgimento del referendum le spese verranno anticipate dai comuni e rimborsate agli stessi dalla Regione Liguria.

Grazie a questa sostanziale modifica, in un imminente futuro sarà molto più facile predisporre istanze per le Fusioni Comunali da parte delle Associazioni/Comitati, un grandissimo ringraziamento va alla Regione Liguria a tutti i consiglieri, alla 1° commissione Affari Istituzionali e Bilancio al suo presidente dr. Angerlo Vaccarezza ed al vice presidente Pippo Rossetti.

L’associazione Cinqueterre un Comune ringrazia i rappresentanti regionali di Liguri per le Fusioni signori Antonello Barbieri e Roberto Benvenuto per l’impegno profuso e nel contempo ringrazia tutto il coordinamento nazionale di FCCN per la collaborazione e la competenza dispensata.

Con l’occasione si informa che FCCN in questi giorni ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio avv. Giuseppe Conte, auspicando che la declamata “razionalizzazione del governo dei territori” diventi argomento centrale del dibattito politico corrente.