Recco:”La chiusura dello Sprar e le parole di Salvini”

Da Giovanni Battista Casareto riceviamo e pubblichiamo

Risposta a Matteo Salvini sulla chiusura Sprar di Recco. Da “Immagina Recco” e dal “Gruppo Golfo Paradiso Accogliente”

“A Recco, in Liguria, il Comune ha deciso di chiudere lo Sprar per richiedenti asilo. Complimenti al sindaco e alla sua squadra: dalle parole ai fatti. È una lezione di chiarezza e legalità per il governo dell’insicurezza e dei porti aperti”. Queste parole sono del sen. Matteo Salvini, leader della Lega. A noi del gruppo consiliare recchese d’opposizione “immagina Recco” e del Golfo Paradiso Accogliente, queste parole suscitano grande amarezza e sbigottimento e da parte sua una palese insensibilità umana.

Vorremmo chiedere all’ex ministro dell’Interno, perché così tanta soddisfazione per aver chiuso un’esperienza che sul piano della sicurezza e dell’ordine pubblico, non aveva mai dato nessun problema? Possibile che lui continui a cavalcare ed a esasperare il problema dell’immigrazione, quando l’Italia sta vivendo il periodo più brutto dal dopoguerra, con un’emergenza economica e sociale senza precedenti? Già, ce lo immaginiamo, passeggiare per Recco, a respirare aria nuovamente pulita e non più intossicata dalla presenza ingombrante, di asma, yahya, eyla, adam, bushra, sarah defend, delight, 8 persone, tra cui alcuni bambini in tenerissima età, colpevoli soltanto di avere la pelle scura e di essere scappati da zone del mondo in guerra e invivibili, colpevoli secondo la logica leghista di volerci annientare, disgregare, distruggere, sostituire la nostra “razza” bianca con la loro.

Sarà contento di aver liberato Recco, tramite i suoi fedeli esecutori, dal germe della contaminazione da parte di queste persone e di averle costrette ad abbandonare la nostra comunità, gli amici, i conoscenti e di essere trasferiti in un altro Comune limitrofo, fino a che l’onda lunga leghista non conquisterà anche quello. Nonostante questo pensiero unico, molti cittadini di Recco hanno chiesto un ripensamento da parte dell’amministrazione con manifestazioni e raccolta di firme, ma ciò non è servito a far cambiare idea al sindaco Carlo Gandolfo.

E’ accaduto anche nella vicina Sori e in altre zone d’Italia conquistate da Salvini e soci. Sembra quasi un’ossessione, uno schema ideologico prestabilito da far prevalere sempre, quello di voler disarticolare il sistema di accoglienza e integrazione diffusa sul territorio nazionale a piccoli componenti o nuclei familiari, senza creare alcuna alternativa credibile. I decreti sicurezza, con di fatto lo smantellamento o il ridimensionamento del sistema Sprar, ha messo sulla strada ed in enorme difficoltà, molti richiedenti asilo sotto protezione umanitaria. Quanti di questi, per una scelta consapevole fatta apposta per accrescere consenso attraverso la paura dell’immigrato clandestino, sono finiti senza fissa dimora, a fare accattonaggio, a riempire le stazioni per dormire di notte, forse anche a commettere reati, pur di sopravvivere alla disperazione?

Pensiamo che quando Matteo Salvini parla di legalità e di sicurezza si dovrebbe sciacquare la bocca, prima di proferire parola. Anche perché quando si parla di sicurezza e legalità, non ci si può limitare soltanto ai reati connessi all’immigrazione clandestina, ma anche a quelli contro la pubblica amministrazione, di cui molti esponenti del suo partito qualche problema con la giustizia ce l’hanno. Eccome……….