Sestri: “L’ospedale e la campagna elettorale Pd”

Dall’ufficio stampa di Forza Italia riceviamo e pubblichiamo

I tre coordinatori cittadini di Forza Italia in Val Petronio, Giuseppe Ianni per Sestri Levante, Marco Vignola per Casarza Ligure e Mattia Botto per Moneglia, intervengono sul tema della riorganizzazione dell’ospedale di Sestri Levante.

“In queste settimane, in questi mesi e in questi anni abbiamo assistito, da parte dei rappresentanti locali e regionali del Partito Democratico, ad una costante opera di strumentalizzazione, mistificazione e divulgazione di false notizie relativamente alla riorganizzazione dell’ospedale di Sestri Levante prevista dal Piano sociosanitario della Regione”, dichiarano.

“Da ultimo appare in tutta la sua evidenza – proseguono Ianni, Vignola e Botto – che oggi, dietro alla nascita della pagina Facebook ‘Salviamo l’ospedale della Val Petronio’, vi è un’operazione politica del PD in vista delle prossime elezioni regionali. Questa pagina, infatti, invita i cittadini a partecipare ad un flash mob per salvare un ospedale che nei fatti è già stato salvato, e di certo non grazie ai promotori politici della protesta, ma grazie alle scelte dell’attuale Amministrazione regionale. La Giunta Toti ha infatti iniziato a porre rimedio al depotenziamento e allo svuotamento del nosocomio attuato dalla precedente Giunta targata PD, che aveva pubblicamente dichiarato di volerlo chiudere, per bocca dell’assessore alla Sanità negli anni 2010-2015”.

“A fronte di tutto ciò e a fronte delle puntuali risposte fornite dal direttore generale della Asl4, dott.ssa Bruna Rebagliati – sottolineano ancora i coordinatori di Forza Italia – continuare ad alimentare e a fomentare le paure e i timori delle persone la dice lunga su quelli che sono i reali intendimenti dei rappresentanti del PD. Questo atteggiamento ha purtroppo compromesso e continua a compromettere la possibilità di instaurare un dialogo costruttivo e un confronto serio su un tema così delicato, che riguarda la vita di tutti i cittadini a prescindere dalla loro appartenenza politica”, concludono.