Chiavari: “Da Beppe Sala al presidio davanti all’ospedale di Sestri”

Da Luca Garibaldi, consigliere regionale Pd riceviamo e pubblichiamo

 Ciao, 
siamo in settimane in cui è difficile capire, spesso anche per chi è più dentro i meccanismi decisionali, la direzione del lavoro che stiamo svolgendo per costruire l’alternativa alla destra in Liguria. La vicenda della selezione del candidato presidente, con tempi che si stanno sempre allungando, non aiuta e rischia spesso di far passare in secondo piano anche il lavoro quotidiano sui temi e le proposte e anche qualche piccolo risultato che si sta ottenendo.

Comunità energetiche e nuove generazioni.
Leggi approvate e nuove proposte

Martedì scorso ad esempio, il Consiglio Regionale ha approvato all’unanimità la mia proposta di legge sulle cosidette comunità energetiche.
In sintesi, cosa sono? La possibilità di soggetti (pubblici/privati) di associarsi per produrre e consumare energia da fonti rinnovabili. Vale per i condomini, per le imprese, per comunità locali e borghi che magari vogliono fare investimenti per risparmiare ed essere più efficienti. Un piccolo modo di cambiare prospettiva sui temi anche nel futuro, su cui si sta da tempo lavorando assieme molto bene al Movimento Cinque Stelle che aveva presentato, grazie al mio collega Melis, una proposta che però non è stata accolta dalla maggioranza. (La scorsa settimana, oltre all’approvazione della legge sulle comunità energetiche, abbiamo ottenuto l’approvazione all’unanimità di un ordine del giorno sulla salvaguardia dell’istituto Marsano di San Colombano Certenoli.)

Questo per dire che è il lavoro comune che si fa che spesso dovrebbe valere più dei nomi e cognomi, ed è la prospettiva che dovrebbe guidare il nostro futuro.

E a proposito di futuro, in questi giorni, con le firme dei consiglieri Pd, Movimento Cinque Stelle, Linea Condivisa e Italia Viva ho depositato una proposta di legge per l’autonomia delle nuove generazioni: una proposta per discutere del futuro dei più giovani.

L’Italia è uno dei Paesi con la mobilità sociale più bassa, con la percentuale di abbandono scolastico più alta e con i giovani con un ruolo sempre più marginale nella società. Possiamo, nella maggior parte dei casi, immaginare cosa farà nella vita e che stile di vita riuscirà a portare avanti un ragazzo guardando esclusivamente la famiglia di provenienza, perché è ormai unicamente su quelle che si basano le vite future dei giovani italiani.
Si tratta di una vera e propria crisi generazionale, che nella nostra regione si fa più acuta, che affonda le sue radici nel passato: nel fallimento del sistema educativo, nella marginalizzazione di alcune aree del paese, nella stagnazione del mercato del lavoro.
Per affrontare questa crisi generazionale è fondamentale sicuramente rivedere questi tre pilastri della società che da troppo tempo sono rimasti accantonati o a cui non si è ancora trovato un giusto e pieno sviluppo, ma è necessario anche affiancare loro una politica che riduca le diseguaglianze, in modo che non sia possibile il pieno sviluppo della persona umana solo, come dice l’articolo 3 della nostra Costituzione.
Per questo, collaborando assieme a Genova che Osa che da tempo discute di questo tema, ho presentato una proposta di legge regionale, firmata poi da tutte le forze di opposizione, che prevede l’Eredità Universale, già pensata dal Forum Diseguaglianze Diversità, per ridurre il condizionamento che la ricchezza e le diseguaglianze di possibilità creano nelle nuove generazione. Abbiamo quindi proposto un vero e proprio Piano di Autonomia per i giovani liguri che compiono 18 anni, erogando un contributo economico massimo di 10.000 euro annui. Le risorse vengono progressivamente accantonate all’interno di un Fondo, definito “Futura Umanità”, che accumula quelle risorse annuali che creeranno quindi quella possibilità di autonomia individuale.

La Liguria ferma: non solo ora, ma da cinque anni

Ma torniamo al bilancio della situazione nella nostra regione.
Non posso non partire dal caos infrastrutture: la rete autostradale è un cantiere unico, per lavori di controllo e sicurezza (anche se spesso non vi sono operatori a lavorare), su molte tratte di strade statali si stanno svolgendo lavori di sistemazioni e la rete – già insufficiente – sta collassando.
La situazione è grave, i disagi notevolissimi: la Giunta Regionale parla di class action, cercando di cavalcare la rabbia di lavoratori, turisti, operatori di fronte ad una situazione indecente. La class action andrebbe fatta, ma anche nei confronti di Regione Liguria, che ha dimostrato l’incapacità di coordinare gli interventi e di programmare le priorità per evitare l’ingorgo in cui siamo. Toti e Giampedrone erano a conoscenza di questo “imbuto di cantieri” da diversi mesi, e ad inizio giugno avevano incontraato Autostrade che aveva presentato il calendario dei lavori. Già, perché Trenitalia, Autostrade, ANAS, i lavori li comunicano: serve una Regione che li metta attorno ad un tavolo e definisca i tempi e i modi per evitare il collasso. E così non è stato: e non è un caso il silenzio imbarazzato dell’Assessore Regionale alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone che quel lavoro avrebbe dovuto coordinarlo. Di fronte a questa situazione sarebbe stato necessario un potenziamento del trasporto pubblico locale. E invece abbiamo visto il caos di entrambi i settori della mobilità.

Questi giorni sono purtroppo la fotografia delle politiche fallimentare nella nostra Regione. Vado in fila sui tre argomenti più importanti.
La sanità, con il fatto che la mancanza di programmazione ha portato al collasso iniziale dei Centri Unici di Prenotazione, con ritardi e tantissime segnalazioni di rinvii di prestazioni e visite. 
I trasporti, dove, buon ultimo, per rispondere al problema di compensare i problemi di mobilità nella nostra regione, la risposta è stata: non mettiamo treni in più, però facciamo saltare con una ordinanza regionale il distanziamento dei posti. Lo ripeto per essere chiaro: da lunedì con ordinanza, i limiti di distanza che vigevano per  bus e treni sono quasi cancellati. Non più bus, non più treni, ma “state più stretti”. La ritengo una scelta grave per i pendolari e i turisti.
Infine, il “modello Genova”, usato insistentemente da Toti come clava elettorale. A poche settimane dall’inaugurazione del nuovo Ponte, questo uso della vicenda del Morandi come arma di propaganda è diventato talmente saturante e soffocante da vedere la reazione durissima del Comitato in ricordo delle vittime, che non parteciperà alla cerimonia, ringraziando comunque il Presidente della Repubblica Mattarella che ha ricordato la necessità di sobrietà e non di festeggiare. La decisione del Comitato dovrebbe far riflettere sulla necessità di un passo indietro, di sospendere questa continua campagna elettorale almeno su un tema così doloroso come il crollo del ponte Morandi: ma temo non sarà così. 

Nel frattempo, nel Tigullio

Mentre quindi la Giunta Toti cerca di far dimenticare ai cittadini che ci sarebbero ancora dei provvedimenti urgenti su cui lavorare in Liguria, e più nello specifico nel locale, sono accadute nel Tigullio alcune cose su cui vorrei soffermarmi un attimo.

I conti di Lavagna: il processo per le infiltrazioni dell’ndrangheta a Lavagna che vedevano, tra gli imputati, l’allora Sindaco Pino Sanguineti e l’ex onorevole Mondello, è arrivato all’appello. I giudizi della Corte d’appello hanno annullato la condanna per l’ex  On. Mondello chiedendo la revisione del processo. L’ex sindaco Sanguineti rimane condannato per voto di scambio. Infine, nonostante le pene di tutti i capi della “locale” siano state leggermente ridotte, la presenza dell’associazione mafiosa nel Tigullio è stata confermata. Ed è questo il dato essenziale su cui riflettere.

Beppe Sala a Santa Margherita Ligure: Alcuni di voi forse hanno visto il video “ciao Milano” che il sindaco di Milano Beppe Sala ha girato insieme al Sindaco Bucci e al Presidente Toti, durante una sua visita a Santa Margherita Ligure, venerdì scorso. Credo che la sua presenza nel Tigullio fosse dovuta agli spiacevoli sentimenti “antilombardi” che si sono sollevati, e che continuano a sollevarsi in questi giorni, per cui il messaggio che Sala ha voluto lanciare è sicuramente stato positivo e apprezzato. Come è stata apprezzata dallo stesso Sala, forse leggermente meno da chi pensava di approfittare della situazione per una passerella, la chiacchierata che abbiamo potuto fare con lui insieme al Consigliere Comunale Guglielmo Caversazio, un po’ improvvisata, sull’istituzione del Parco Nazionale di Portofino.
Sala è un sindaco che ha puntato molto sulla rivoluzione green delle città a al verde, in una città come Milano votata forse a tutt’altro, quindi si è subito detto interessato e assolutamente favorevole ad un’azione, non solo politica, di sensibilizzazione sul tema. Finalmente, dopo necessari mesi di fermo, il Parco Nazionale di Portofino torna sul tavolo dell’agenda politica portando con sé ancora più interesse da parte dei cittadini di quando lo avevamo lasciato.
 
L’Ospedale di Sestri Levante. Il problema legato al futuro del presidio ospedaliero di Sestri Levante è arrivato ad un punto di svolta. L’ultimo comunicato della ASL4 informava che l’opera di svuotamento del Polo sarebbe continuata, in barba alle necessità di tutti quei cittadini del Tigullio che riconoscono l’importanza e la necessità dell’Ospedale di Sestri Levante. Negli anni mi sono sempre schierato da parte della sanità pubblica, battendomi perché il piano si svuotamento di questo presidio non avvenisse, invitando l’Assessore competente a presentarsi sul territorio (ricevendo sempre picche, però) per un confronto aperto e franco con i cittadini. Cittadini, che si sono attivati per formare un comitato a salvaguardia dell’ospedale.

La prima iniziativa sarà un presidio attuato nel rispetto delle norme di sicurezza previste per il covid-19, che si terrà davanti all’Ospedale di Sestri Levante sabato 4 luglio 2020 alle ore 10.30. 

Una legge elettorale che garantisca la parità

Tra i fallimenti della Giunta Toti c’è stato anche quello di dotarsi di una nuova legge elettorale: come PD avevamo proposto una nuova legge elettorale, con l’introduzione della doppia preferenza di genere. Proposta che è stata affossata dal centrodestra. Ora negli ultimi giorni, il Governo ha chiesto a Liguria e Puglia, le uniche Regioni che vanno al voto a non avere la doppia preferenza, di adeguarsi. Ed è una scelta giusta: noi siamo pronti, con una propsota di legge che introduca la doppia preferenza di genere e cancelli il listino dei nominati. Sarebbe una tardiva ma necessaria legge su cui si dovrebbe rapidamente convergere. Grazie a questa sollecitazione del Governo, speriamo di fare ripartire la nostra proposta e quelle che ci saranno per dare ai cittadini liguri la possibilità di scegliere.

In Consiglio

Martedì ci sarà Consiglio Regionale, da cui mi auguro di riuscire a portare buone notizie per quanto riguarda un mio ordine del giorno sull’introduzione del Nipt Test gratuito per tutte le donne, che avevo presentato ad inizio anno.
Si tratta di un test parentale assolutamente non invasivo per il feto e per la mamma, utile per effettuare uno screening del DNA fetale, in grado di identificare il rischio nel 99% dei casi di sindrome di Down, nel 96% dei casi di trisomia 18 e nel 91% dei casi di trisomia 13, arrivando ad una riduzione delle trisomie non diagnosticate e una sostanziale riduzione di test più invasivi come l’amniocentesi e la villocentesi.
Essendo un esame molto costoso in Liguria, sono molte le famiglie che sono costrette a decidere di rinunciare a tale test, e visto che ci sono già delle regioni in cui il Nipt Test è una realtà del sistema sanitario pubblico, ho chiesto che in Liguria possa succedere lo stesso, per tutte e donne residenti in regione, di qualsiasi età e in qualsiasi situazione.

Luca Garibaldi