Recco: “Migranti, sabato in piazza per restare U-mani”

Da Sergio Siri riceviamo e pubblichiamo

Sono le nostre azioni a provocare reazioni negli altri o sono le azioni di altri a determinare le nostre reazioni?

La scienza del comportamento ci dice che questa è un domanda mal posta, che l’interazione prevede scambi di forze continui e bidirezionali, ha una costante caratteristica di circolarità.

Ciò rende impossibile stabilire, all’interno di una sequenza di eventi quale sia la causa e quale l’effetto.

Le iniziative promosse da molti cittadini nel periodo natalizio e nei primi mesi dell’anno in corso a difesa dei progetti Sprar  (Sistema di Accoglienza per Richiedenti Asilo) non hanno purtroppo avuto l’esito sperato.

Il 30 di giugno le persone ospitate a Recco e  Sori verranno sostanzialmente espulse dalla città.

Viene quindi disatteso il modello di questo sistema che da venti anni garantisce accoglienza a persone immigrate assicurando nei territori ordine e soprattutto integrazione progressiva.

Supponiamo per un attimo che la suddetta circolarità sia tracciabile, che la positività o meno delle nostre azioni lasci un’impronta nella sabbia di questo sogno sgangherato.

Supponiamo che io possa scaricare una app che chiamerei -Umani- così che io possa sapere se sono stato a contatto con un azione buona oppure no .

Magari ne nascerebbe un’attività statistica che elaborerebbe grafici e andamenti: concentrazione e picchi, morbilità e focolai ecc.

Forse si giungerebbe a un risultato stupefacente, avremmo la prova provata che, similmente a un qualsiasi virus, la bontà origina, dilaga e contagia… così come la cattiveria.

Allora forse punteremmo sulla bontà, certi che in un futuro prossimo ci sarà un ritorno di buon contagio e verremo investiti da un’ondata costituita della stessa materia che abbiamo prodotto in precedenza: buono  per buono, malevolo per malevolo.

Alla fine del sogno mi sveglierei con la consapevolezza dell’importanza di un  agire improntato sul bene, di una circolarità imperniata sulla proliferazione di generosità e aiuto, di una reciprocità sublime tesa alla cura dell’altro verso un continuum di accoglienza.

Le amministrazioni di Recco e Sori  hanno provato ad immaginare  quali  possano essere le conseguenze delle loro azioni? 

Stiamo parlando di vite umane a cui viene aperta una porta, un salvagente, uno spiraglio e una prospettiva di vita fuori da conflitti e violenze che in soli dieci mesi viene nuovamente chiusa.

Cittadine e cittadini. Bisogna far sentire forte la propria voce. Gli opportunismi di un certo modo di fare politica sono incompatibili con l’urgente necessità di un mondo aperto, egualitario, sostenibile e privo di conflitti.

Siamo un maggioranza troppo spesso silenziosa.  Dobbiamo prenderne piena e definitiva coscienza.

Invitiamo quindi, sabato mattina 27/6 in piazza del Comune, tutte le persone a imprimere la forma della propria mano colorata su un grande foglio bianco per farne una bandiera e sottolineare la necessità di restare U-MANI.