Chiavari: “Porto Rapallo, tunnel Cicagna, ospedale di Sestri”

Da Luca Garibaldi, consigliere regionale Pd riceviamo e pubblichiamo

 Ciao,
 
la notizia della settimana, su cui vorrei porre l’attenzione non è la gestione dell’emergenza sanitaria, né gli Stati Generali di Conte, ma l’operazione che è stata condotta dai Carabinieri  inerente la gestione dello smaltimento dei relitti nel Porto di Rapallo dopo la mareggiata del 2018. Un’inchiesta che ha sottolineato l’ombra della camorra, di nuovo, nella nostra Regione.
 
L’ombra della criminalità organizzata nel Tigullio?
 
Parto da qui, sia per la gravità della situazione, sia per fare un ragionamento più generale su una delle “emergenze dimenticate” che però sono sempre più attuali, soprattutto nella delicata gestione dell’emergenza sociale ed economica del Covid.
L’Operazione Caronte ha visto 8 arresti, 3,5 milioni di euro di confische e ha interessato le modalità con cui sono stati raccolti e smistati i rifiuti speciali – yacht, imbarcazioni – affondati nel Porto di Rapallo. Il quadro che emerge è inquietante con imprese che smaltiscono i rifiuti in discariche abusive, minacce e condizionamenti dell’emergenza,  e l’aggravante del metodo mafioso.
Ora, il Porto Carlo Riva – primo porto turistico nato in Italia – stava vedendo anche in discussione il rinnovo della concessione, con operazioni di ripristino della diga molto importanti. La domanda che vorrei porre alle Istituzioni, a partire dal Comune di Rapallo e alla Regione è: che fare? Questa vicenda, al netto delle indagini che faranno il proprio corso, quale destino darà a quel porto? Se ne può discutere?
 
Nelle intercettazioni il pregiudicato Pasquale Capuano, che secondo le indagini era alla base delle operazioni illecite, discute anche di un altro aspetto: quello di un tentativo di ingresso anche all’interno della grande operazione di ricostruzione del Ponte.
Il  Commissario per la Ricostruzione ha smentito la presenza di imprese collegate  nell’opera di realizzazione del nuovo viadotto: ricordo che già in due casi sono scattate le interdittive per le imprese che hanno cercato di infiltrarsi nella realizzazione dell’opera.
 
Ma è il quadro generale della criminalità organizzata nella nostra regione che va sottolineato: una presenza costante, che cerca di entrare nei canali dell’economia legale, di sfruttare gli spazi e le opportunità – anche nelle deroghe – rispetto alle emergenze. E che ancora di più con la crisi economica e sociale che avremo di fronte, vedrà tentativi di condizionare il tessuto economico locale in crisi di liquidità e in grande difficoltà.
 
Quando sento il Presidente Toti sostenere che bisogna togliere i controlli e i certificati antimafia per ripartire, vorrei ricordargli che è nell’assenza di controlli e di regole e nei periodi di crisi che la criminalità organizzata si muove con più forza. Servono più controlli e più trasparenza, leggi efficaci e una nuova cultura della legalità nella nostra Regione.
 
Infrastrutture, una lunga storia con tante responsabilità
 
Legalità e controlli sono parole poco citate dal Presidente Toti in questi anni.
E nelle ultime settimane invece l’abbiamo visto discutere di infrastrutture e dello stato delle nostre autostrade, trasformate e rallentate dai cantieri di adeguamento visto i gravi ritardi nelle manutenzioni. Ora, mi domando come faccia uno che governa una Regione prima ad avallare che i lavori si facciano in questi tre mesi e poi a lamentarsi del fatto che questa situazione comporti disagi insostenibili. E di come, durante il lockdown non abbia chiesto nella sede competente – la Conferenza Stato Regioni – di modificare la possibilità di svolgere attività di lavoro nei cantieri autostradali, diversi da quello de Morandi. Su altri temi ha ingaggiato battaglie, con le riaperture ad esempio: su questo meno. E non c’è una presa di posizione chiara e netta contro Autostrade, ma si cerca la polemica politica contro il Ministero.
È inutile che si faccia fotografare in coda, per provare a dire che è “uno di noi”: il suo compito sarebbe quello di risolverli i problemi. Convocare tutti i soggetti e avere piani, indennizzi e tempistiche certe per rimettere in sicurezza la situazione. E non si venga a dire che la Regione potrebbe gestirle meglio le infrastrutture: se le gestisce come la sanità, meglio evitare.
 
A proposito di infrastrutture e rapporto con Autostrade, sabato scorso c’è stato un incontro dei Sindaci della Fontanabuona sulla vicenda Tunnel Rapallo-Fontanabuona. Annosa questione, ferma dal 2015: penso che la politica ne dovrebbe parlare meno, e agire di più. Ora ci troviamo in una situazione in cui se si vuole si può fare un salto di qualità nell’azione: nel rapporto con Autostrade, su cui si sta discutendo a livello nazionale di indennizzi fino alla caducazione delle concessioni, l’opera deve essere reinserita tra quelle prioritarie per gli investimenti, in un quadro generale di infrastrutture necessarie.
Per dirla semplice: se c’è questo gestore, l’opera va richiesta come indennizzo; se  c’è una nuova concessione, l’opera va inserita comunque negli investimenti futuri.
 
Ho visto che nelle ultime settimane la destra – Forza Italia, Toti, Rixi – hanno riscoperto l’importanza del Tunnel. Bene. Un po’ tardiva, rispetto al silenzio degli ultimi anni: racconto solo le ultime cose che ho seguito in Regione dal 2015:
• ad inizio 2015, solo grazie ad un mio emendamento il Tunnel era stato inserito nelle opere strategiche di Regione Liguria.
• successivamente ho chiesto quante riunioni Rixi, da Assessore regionale alle Infrastrutture, avesse organizzato sul tema: Zero.
• Una volta diventato Sottosegretario alle infrastrutture, Rixi dichiarò che al Ministero non trovava il progetto: gli ricordai che bastava cercarlo sul sito della Regione, nella sezione del suo assessorato, e scaricarlo. Evidentemente non l’aveva mai fatto. 
• Infine, poche settimane fa l’ho visto presentare un emendamento per il tunnel, che da sottosegretario non aveva mai presentato.

Questo solo per dire che la vicenda è complicata, la politica ha ritardi, anche la nostra parte politica, ma la destra dovrebbe avere l’onestà intellettuale di evitare di strumentalizzare la questione avendo avuto in questi anni gravi responsabilità nel tener fermo il progetto.
 
Sanità: lo svuotamento dell’Ospedale di Sestri
 
Come avevamo annunciato, e cercato in ogni modo di evitare da cinque anni a questa parte, è arrivata attraverso un comunicato stampa della ASL4 la notizia di alcuni spostamenti che riguardano l’ospedale di Sestri Levante: Regione Liguria e ALISA quindi spostano il reparto di oncologia a Rapallo e i reparti di riabilitazione verranno spezzettati su più Poli.
 
Vi lascio qui la diretta Facebook che ho fatto la settimana scorsa con la sindaca di Sestri Valentina Ghio, con la quale abbiamo parlato di quanto quell’ospedale sia fondamentale, non solo per la Val Petronio, ma per tutto il Tigullio e di quanto non possa essere fornito un tipo di servizio del genere, discontinuo e spezzettato, agli utenti.
Durante l’emergenza sanitaria legata al Covid 19 il polo di Sestri si è dimostrato per l’ennesima volta un’eccellenza confermando le sue professionalità e le sue capacità. La Giunta di centro destra, terminata l’emergenza, per tutta risposta ha proseguito nel togliere nuovi  reparti, per giochi politici, dimostrando che il piano di svuotamento dell’ospedale non era un’invenzione, ma purtroppo una solida realtà.
Sono molti i cittadini, specialmente di Sestri Levante e della Val Petronio che sollecitano un confronto con l’amministrazione regionale, che da cinque anni si nega, e chiedono  che lo svuotamento non avvenga, e che non venga ridotta loro la possibilità di accedere ai servizi sanitari fondamentali per quel territorio .
 
In basso il manifesto che i circoli PD di Sestri Levante e i Giovani Democratici hanno realizzato per denunciare la situazione.
 
Prime risposte sulla sanità
 
Martedì scorso si è tenuto il Consiglio Regionale in collegamento streaming. Si è finalmente capita l’assoluta difficoltà nel lavorare in presenza, oltre a non poter evidentemente contare sul rispetto degli impegni consigliari, viste le continue assenze in aula dei rappresentanti stessi della Giunta Toti.
 
Durante il Consiglio ho ricevuto alcune risposte, da  parte dell’assessore Viale. Alcune sono assolutamente positive, anche se un po’ in ritardo:
 
LABORATORIO D’ANALISI: Avevo chiesto all’Assessore spiegazioni circa il fatto che la ASL 4 fosse la sola ASL ligure senza un proprio laboratorio di tamponi, che sarebbe stato particolarmente necessario nel periodo dell’emergenza sanitaria.
RICETTA DEMATERIALIZZATA: Così come i pazienti hanno avuto diritto alla ricetta dematerializzata, per evitare spostamenti che avrebbero potuto provocare problemi durante la gestione dell’emergenza, abbiamo richiesto che la stessa pratica venisse utilizzata per il servizio di trasporto di pazienti non deambulanti per evitare spostamenti inutili e richieste mediche cartacee per utilizzare appunto il servizio di trasporto.
BONUS DI 1000 EURO AL PERSONALE SANITARIO: Visto che Regione Liguria, oltre a grandi cartelli di ringraziamento per i muri della città, ha promesso che sarebbero stati stanziati 1000 euro di bonus per tutto il personale sanitario che in questi mesi di emergenza sanitaria ha dimostrato la sua importanza, abbiamo richiesto che la stessa cifra fosse erogata anche al personale non direttamente dipendente ASL, come gli  interinali e i dipendenti delle cooperative, che allo stesso modo ha prestato un servizio prezioso e necessario in questi mesi, per i cittadini tutti.
CENTRI DIURNI E SEMIRESIDENZIALI: nonostante il decreto governativo Cura Italia prevedeva lo stop delle attività dei centri sino a 3 aprile, le ASL in accordo con gli enti gestore dei centri, potevano  attivare degli interventi per le persone con disabilità, ovviamente nel rispetto delle misure di contenimento allora vigenti. Erano molti i centri che non avevano notizie certe riguardo il loro lavoro, con il rischio anche di far perdere mesi di terapie molto importanti per il benessere del paziente. Avevo quindi chiesto all’Assessore quali fossero le intenzioni della Giunta, e a che punto fossero le autorizzazioni previste dal decreto stesso, in modo da poter dare una risposta degna sia ai pazienti che ai lavoratori.
 
A tutte queste interrogazioni ho ricevuto risposte positive, in quanto:
verranno attivate le procedure per installare un laboratorio di analisi tamponi in ASL4,
ci si muoverà per avere la ricetta dematerializzata anche per il servizio di trasporto per i pazienti non deambulanti,
il bonus di 1000 euro verrà garantito anche al personale medico sanitario non dipendente direttamente della ASL,
i dipendenti dei centri diurni hanno avuto qualche rassicurazione in più rispetto al loro lavoro. 
 
Tutte risposte positive, che però sarebbero state decisamente più utili quando quelle stesse interrogazioni erano state presentante, almeno 2 mesi fa.
 
Il prossimo Consiglio
 
Martedì prossimo ci sarà un lungo consiglio regionale, con il recupero di molte leggi e di molte iniziative: dovremmo capire se c’è la volontà di approvare la proposta di istituire le
comunità energetiche ad esempio, e di porre fine al percorso di privatizzazione degli ospedali del Ponente. Vi terrò aggiornati.
 
Riaccendiamola è ripartita 
 
La campagna Riaccendiamola è ripartita, un viaggio nella Liguria dopo 5 anni di Toti. 
La sanità, la mobilità, l’ambiente, la formazione e il lavoro. E com’è la Liguria post Covid? Quali politiche si devono mettere in campo? Cosa chiedono i liguri? Cosa i giovani? E cosa gli anziani? Chi abita in centro? chi sta sulla costa? e chi nell’entroterra? Cosa è stato fatto nel frattempo in Consiglio Regionale per dare un sostegno effettivo con delle politiche economiche? Vi lascio qui il link.
 
Le elezioni regionali e noi
 
In fondo, come la scorsa settimana, parlo delle elezioni regionali. Come sapete è stato convertito il decreto elezioni e quindi abbiamo la data del voto. Tra il 15 settembre e il 15 dicembre, con l’impegno del Governo a votare il 20/21 settembre in una unica tornata. Bene. Sono tre mesi da oggi: e di fronte a questo, penso che si sia giunti quasi fuori tempo massimo nella gestione della delicata vicenda della candidatura a Presidente. Girando in questi giorni, la richiesta che mi viene posta di più è proprio quella di partire, di dare il via ad una alternativa possibile a Toti e alla destra. C’è una domanda forte di alternativa, e un’insofferenza anche rispetto al prolungarsi del tempo. Una insofferenza che non può trasformarsi in disincanto rispetto alla possibilità di un futuro diverso. È un tema di credibilità, quello di saper raccogliere la ricchezza delle proposte e delle idee in campo e di dare ad esse una direzione comune, senza disperdere le tante energie che ci sono per aprire una nuova stagione.