Truffa alle assicurazioni: 27 falsi incidenti, 40 inquisiti

Dall’ufficio stampa dei Carabinieri – Comando provinciale di Genova – riceviamo e pubblichiamo

In data 04 Giugno, i militari del Comando Stazione Carabinieri di Genova Forte San Giuliano hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’Ufficio GIP del Tribunale di Genova nei confronti di un italiano, C.C. classe 75 originario di Cirò Marina (KR), ritenuto responsabile del reato di fraudolento danneggiamento di beni assicurati (frode assicurativa), sostituzione di persona e falso in concorso con la propria coniuge – S.A. classe 74 – indagata a piede libero così come altri 38 soggetti, tutti italiani, che a vario titolo risultano aver preso parte ai “finti incidenti” inscenati dalla coppia.

Tra gli indagati, raggiunti questa mattina dai Carabinieri della Compagnia Genova Centro, figurano anche 4 titolari di carrozzerie genovesi, che hanno utilizzato le proprie attività come punto di contatto e successiva simulazione dei vari sinistri. Le quattro carrozzerie in questione sono state infatti oggetto di perquisizioni da parte dei militari dell’Arma proprio al fine di ricercare ulteriori prove delle condotte illecite contestate ai 40 indagati. L’attività di indagine – denominata “Autoscontri”-  svolta dai Carabinieri della Stazione CC di Genova Forte San Giuliano è coordinata dalla Procura della Repubblica di Genova.

Gli episodi ricostruiti dai Carabinieri si sono verificati tra i mesi di giugno 2017 e agosto 2019 nella provincia di Genova. Gli uomini dell’Arma sono riusciti a smascherare 27 “finti incidenti”, in cui le parti simulavano danneggiamenti e lievi lesioni mai accadute, tutte al sol scopo di ottenere il previsto rimborso dalle compagnie assicurative (per un complessivo ricavo di circa 80-100 mila euro). L’attività veniva gestita dalla coppia di coniugi che, sfruttando appunto il concorso delle 4 carrozzerie, utilizzavano i due autocarri e le due auto a loro intestate per simulare i sinistri stradali che, attraverso una “veloce constatazione amichevole”, portassero in breve tempo al risarcimento da parte della Compagnia Assicurativa. Ricevuto il “premio in denaro” poi tutte le parti, precedentemente accordate, procedevano alla spartizione dell’illecito profitto. Sistematicamente i due coniugi provvedevano a cambiare continuamente compagnia assicurativa – attraverso un’attenta falsificazione dei documenti di circolazione dei mezzi e relativi attestati – così da poter immediatamente riprendere l’illecita attività, con sempre diversi concorrenti nel reato.