Chiavari: spaccio, i complimenti alle forze dell’ordine

Dal circolo territoriale dell’Entella di Fratelli d’Italia riceviamo e pubblichiamo

Il Circolo Territoriale Fratelli d’Italia Terre dell’Entella, appresa dagli organi di stampa la notizia relativa alla brillante operazione condotta dalla Compagnia Carabinieri di Chiavari guidata dal Tenente Colonnello Angelo Gerardi e coordinata dal Comando Provinciale di Genova retto dal
Colonnello Gianluca Feroce, desidera complimentarsi con i militari dell’Arma per aver inferto un altro duro colpo al mondo dello spaccio di droga che interessa il territorio dei comuni di Chiavari, Lavagna e dell’entroterra.

Un’operazione, quella di questi giorni, che segue di poche settimane quella denominata “Doctor” grazie alla quale è stato colpito un giro di spaccio di cocaina nel Tigullio che ha visto finire in manette diversi delinquenti.

Non ultima, segnaliamo e ci complimentiamo per l’operazione condotta alcuni giorni fa dagli uomini del Commissariato di Polizia di Chiavari che ha portato all’arresto di un 23enne afgano irregolare sorpreso a spacciare hashish ad alcuni giovani (alcuni anche minorenni) all’interno del parco di Villa Rocca.

Impegno e abnegazione quelle dell’Arma dei Carabinieri e delle forze di polizia tutte che assumono una valenza ancor più rilevante se valutate nel difficile contesto del periodo storico che stiamo attraversando e nel quale esse stesse si trovano ad operare.

Il Circolo Fratelli d’Italia Terre dell’Entella esprime pertanto la propria riconoscenza a tutti gli uomini e donne appartenenti alle forze dell’ordine e auspica che possano continuare a lavorare con sempre maggior efficacia e motivazione per la sicurezza dei cittadini nonostante spesso questa motivazione venga duramente messa alla prova da provvedimenti la cui comprensione risulta alquanto difficile come ad esempio le recenti, surreali, scarcerazioni di circa 500 criminali cui abbiamo assistito a livello nazionale.

L’Italia ha bisogno di forze dell’ordine appagate per il lavoro che svolgono, ben equipaggiate e adeguatamente retribuite e non di dar vita a un esercito di “assistenti civici” con il compito di aiutarle a far rispettare le regole della Fase2 e le limitazioni delle libertà individuali imposte a colpi di Dpcm.