Sestri: difficile equilibrio tra movida e prevenzione covid

L’inizio della Fase 2, possibilità di spostarsi all’interno della stessa Liguria e apertura di bar e ristoranti, ha scatenato la movida, termine con il quale si indica la legittima volontà di spensieratezza, soprattutto dei giovani costretti da due mesi ad una vita monacale.

Andare incontro alle necessità dei commercianti era doveroso; altrettanto lo è dare libero sfogo ai bambini di giocare all’aperto, agli sportivi di praticare la loro disciplina preferita, a tutti gli altri di muoversi liberamente.

I capisaldi per prevenire il contagio sono tre: indossare correttamente la mascherina; stare a un metro di distanza dal prossimo; disinfettarsi le mani e disinfettare. E’ chiaro che non tutti rispettano queste regole, anche perché al bar si va per bere e smangiucchiare. Accertato comunque che una persona non indossa protezione e non rispetta la distanza, chi è incaricato dovrebbe intervenire, invitando a rispettare le regole.

Ieri, e si ripeteranno ancor più stasera, i giovani di età e di spirito hanno invaso ovunque i locali al mare. L’agenzia Ansa riferisce che ieri a Sestri Levante, sono stati “presi d’assalto i locali del centro storico”, con difficoltà dei gestori e delle forze dell’ordine a gestire la situazione”. Il sindaco Valentina Ghio ha rivolto un invito: “Ragazzi così non va. Dobbiamo farcela insieme. Finalmente possiamo tornare a frequentare i locali di Sestri Levante ma dobbiamo farlo in sicurezza, rispettando tutte e sottolineo tutte le prescrizioni. Mascherine obbligatorie in carrugio e ovunque ci siano persone ravvicinate, distanziamento, no agli assembramenti. Ragazzi, è difficile e siamo tutti stanchi di questa situazione ma se non siamo prudenti il rischio è quello di tornare a chiudere tutto. E nessuno di noi ne ha voglia”.

Se il problema resta, è chiaro che occorre invitare i locali a mettersi in grado di gestire la situazione o chiudere; alle forze dell’ordine di richiamare chi è in errore e chi non regge l’alcol.