Cinque Terre: spiagge libere, i sindaci si appellano ai privati

di Guido Ghersi

In Liguria per le spiagge libere, mentre la maggior parte dei sindaci fa pressing sulla Regione Liguria per reperire risorse da dedicare alla regolamentazione, nelle Cinque Terre i primi cittadini si appellano ai privati.
A Monterosso al Mare il sindaco Emanuele Moggia spera nell’assist di qualche operatore privato e commenta: “Andremo alla ricerca di collaborazione sul fronte dei gestori degli stabilimenti balneari attigui alle spiagge comunali. Si tratta di costruire un’offerta globale, con garanzia di gratuita fruibilità delle spiagge libere. Certo, esiste ancora molta incertezza. Le risorse per pensare alle guardie giurate non ci sono”.
Francesco Villa, sindaco di Vernazza afferma: “La nostra spiaggia è piccola, non abbiamo risorse per permetterci presidi fissi per gli accessi e i controlli anti assembramento, in organico abbiamo solo un vigile urbano, impiegabile per turno. Quindi metteremo dei cartelli con il richiamo di distanziamento fisico e faremo appello alla responsabilità degli utenti”.
Infine, a Riomaggiore, il sindaco, Fabrizia Pecunia fa appello alla Regione Liguria e commenta: “Toti deve farsi parte attiva: investire sulla regolamentazione delle spiagge libere ha l’indotto effetto di favorire la ripresa del turismo. La scusa esiste, al di là delle necessità sanitarie. Sono necessarie risorse dedicate come quella di esplorare l’idea di arruolare, pe  accessi e controlli,  i titolari del reddito di cittadinanza. Spero anche nella disponibilità dell’Asl n°5 Spezzino ad organizzare dei presidi sanitari”.