Cavalli bradi: “La Valle Sturla non collabora con l’Asl”

Dall’ufficio stampa dell’Asl 4 Chiavarese riceviamo e pubblichiamo

Si comunica che con l’inizio della così detta “fase 2” e con la ripresa delle attività, l’ASL 4 può continuare le attività del “Progetto di Monitoraggio Sanitario sui cavalli bradi dell’Aveto”, che erano state interrotte a causa delle precauzioni per la pandemia di Covid-19.

Prima dell’imminente ripresa dei lavori, è importante sintetizzare quanto sino ad oggi svolto:

Premesso che ogni operazione o attività riguardante i cavalli rewild, non può prescindere dal definire lo stato sanitario degli stessi, in linea con il suddetto progetto di monitoraggio della popolazione rewild finanziato dal ministero della sanità, sono state previste operazioni di cattura di alcuni cavalli per poterli sottoporre ad esami di screening atti a definire il loro stato di salute.

Imprescindibile l’aspetto del benessere dei cavalli, memori del fatto che nel 2010 spesso i cavalli furono sottoposti a maltrattamento per poterli catturare e deportare, causando la morte di molti di loro e conseguenti denunce per il reato di “maltrattamento di animali”..

Le attività si sono svolte su due teatri:

  • la Val Graveglia dove esiste una popolazione di rewild intorno al Passo del Biscia.
  • la Valle Sturla dove stazionano i cavalli ben noti tra cui quelli del branco di Temossi.

Il primo atto è stato il censimento degli animali eseguito dalla D.ssa Evelina Isola dell’Università degli Studi di Genova.

Sono inoltre stati creati due recinti di cattura per le operazioni di monitoraggio, un recinto nella zona di Pian d’Oneto ed uno al Lago di Giacopiane.

Tutte le operazioni in Val Graveglia si sono concluse a fine febbraio, mentre quelle in Valle Sturla stavano per partire ad inizio marzo, ma purtroppo è arrivata l’ emergenza COVID 19.

Ora è essenziale completare tutte le operazioni, fondamentali e propedeutiche ad ogni altra azione successiva.

Per fare questo l’ ASL 4 si avvale anche di un gruppo di volontari, esperti di cavalli e di etologia, indispensabili per approcciare i branchi, che sono intervenuti nelle fasi di cattura e negli spostamenti degli equidi che interferivano con la vita rurale ogni volta che è stato richiesto.

Indispensabile il competente sostegno del Gruppo Forestale dei Carabinieri, che hanno già operato positivamente al fianco dell’ASL4 e hanno garantito il necessario supporto anche per il prosieguo dei lavori.

Si coglie l’occasione per porgere un sentito ringraziamento al Col. Silvio Ciapica (Genova) , al Mar. Magg. Alessandro Cupello (Chiavari) e all’Ap. Sc.Matteo Bargagliotti (S. Stefano d’Aveto).

Oltre a questa azione di monitoraggio, in questi mesi si è studiato un sistema di posizionamento di dissuasori per impedire ai cavalli di danneggiare le colture , arrivare nelle frazioni o sulle strade. E’ stato effettuato un lavoro capillare per ottenere le autorizzazioni di tutti i proprietari e gestori dei terreni interessati al posizionamento delle barriere:

In Val Graveglia questa iniziativa, che aiuterebbe la convivenza tra i cavalli rewild e la popolazione, è stata accolta con disponibilità da parte dei residenti, e permetterà nuovi sviluppi concreti nei prossimi mesi, questo grazie anche alla collaborazione del Sindaco di Né.

In Valle Sturla, invece, la risposta all’ iniziativa è stata in pratica nulla: pochi proprietari hanno dato il placet, molti non hanno neppure risposto alle lettere raccomandate inviate dalla ASL per richiedere collaborazione, altri hanno negato l’autorizzazione. Questa ostilità latente complica le cose e rallenta la soluzione dei problemi, che proprio in questa valle sono vissuti con più insofferenza.

Sorge quindi spontanea una domanda: si vuole risolvere il problema dei cavalli oppure si vuole lasciare tutto così perchè a qualcuno fa buon gioco?

Troppo spesso la gente non è informata, e talvolta nascono iniziative arbitrarie di persone prive di competenze che, credendo di far del bene, creano dei danni ai selvatici e rewild.

E’ fondamentale a questo punto, anche con l’aiuto dei Sindaci dei Comuni coinvolti , rendere noto il lavoro che si sta eseguendo, sperando nella collaborazione e nel sostegno degli abitanti delle Valli.

Questo lavoro, si capisce che non possa soddisfare tutti nell’immediato perché avviene in tempi lunghi, anche per procedere in modo rispettoso per i cavalli, ma tutte le operazioni di competenza vengono eseguite nell’assoluto rispetto delle normative di settore e delle prescrizioni per il benessere di questi splendidi e bistrattati animali , con i migliori propositi per eliminare le criticità legate alle loro interferenze con la vita rurale.

Foto archivio generica