Portofino: yacht, calo del 70 per cento; ma il turismo è green

Nei giorni scorsi si è riunito il consiglio d’amministrazione della “Portofino servizi turistici” ed ha fatto il punto sulle conseguenze tragiche che il coronavirus ha causato alla stagione 2020.

Nella Riviera di Levante il turismo è nato a Portofino; i suoi abitanti hanno capito che l’attrazione dei foresti per il Borgo era esercitato all’incanto dell’ambiente che hanno saputo tutelare; hanno afferrato le potenzialità del turismo e sono stati i primi a trasformare l’arrivo degli ospiti in reddito e posti di lavoro.

Dopo la mareggiata del 2018, la stagione turistica 2019 ha registrato un record di arrivi, presenze, affari. Dopo il coronavirus si guarda avanti. Dice il sindaco Matteo Viacava: “Nel 2020 cercheremo di recuperare le spese; se il tempo ci assiste, prolungheremo anche la stagione. Sono certo comunque che il 2021 sarà un anno eccezionale”.

Tornando all’oggi, la nautica ha già perso (inutilmente) due mesi e per ripartire si aspetta il 3 giugno con l’apertura delle “frontiere” regionali ed europee. Ossia si aspettano i potenziali clienti dalle regioni del Nord e dall’Europa. Così potranno a viaggiare i battelli; soprattutto a muoversi gli yacht, almeno quelli della Costa azzurra e della Corsica. Si prevede tuttavia che l’arrivo degli yacht subisca un taglio del 70 per cento.

Portofino tuttavia potrà contare sui proprietari ed ospiti delle ville che resteranno aperte tutta l’estate; poi c’è il turismo green degli escursionisti e quello dei ciclisti per i quali si provvede anche ad allestire un park.

Matteo Viacava, il piacere della bicicletta

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