Recco: bar riaperti, senza clienti e senza quotidiani

Marco Fumagalli, titolare del centralissimo “Bar Sport” di Recco, ex presidente dell’Ascom e probabile prossimo presidente della Pro Loco è sconcertato. Gli abbiamo rivolto alcune domande.

Ha ritrovato i clienti abituali? “Pochissimi. Qualcuno non era neppure a conoscenza che oggi i bar e ristoranti avrebbero riaperto. In tanto tempo molti hanno perso l’abitudine di fare colazione al bar. La ripresa sarà lenta e dura. Ho sentito anche i miei colleghi; viviamo tutti la stessa situazione”.

La gente ha timore? “Noi osserviamo scrupolosamente le misure suggerite, andiamo oltre. Abbiamo tolto i tavoglioli dai tavolini; abbiamo eliminato i quotidiani che passavano da mano a mano. Nella lavastoviglie mettiamo i prodotti per sanificare tazzine da caffè, cappuccino e bicchieri. Mascherine e distanza regolamentare sono di rigore”.

Problemi? “L’uso del gabinetto. Ogni cliente che vi accede occorre sanificare il locale”.

Ha perso molti posti? “Internamente ho tolto le slot; al loro posto ho recuperato un tavolino. Esternamente ho il dehor, il distanziamento dei tavolini non ha particolari limitazioni”.

Ha avuto agevolazioni? “I dipendenti non hanno ancora ricevuto la cassa integrazione. L’Amministrazione comunale ha stanziato un fondo a sostegno dell’affitto; diviso tra tutti gli operatori ci arriverà una cifra insignificante; tuttavia meglio di niente. E’ comunque un segnale di attenzione”.

Per il futuro è ottimista? Ho una mia sorella, Monica, medico anestetista a Milano. Ha vissuto due mesi in ospedale vivendo la terribile esperienza professionale e umana del covid, accanto a pazienti soli e disperati. L’ho sentita ieri; lei sostiene che se le persone non seguiranno le regole e si incontreranno senza misure protettive, come la mascherina o la distanza di sicurezza, da metà giugno la pandemia scoppierà più violenta di prima”.

Marco Fumagalli