Chiavari: l’appuntamento settimanale con Luca Garibaldi

Da Luca Garibaldi, consigliere regionale Pd, riceviamo e pubblichiamo

Ciao,

inizio questa newsletter parlando dello stesso argomento con cui l’ho iniziata la scorsa settimana: Silvia Romano. Il tono, purtroppo, è completamente diverso.

Abbiamo letto e gioito tutti quando abbiamo saputo, prima dall’avviso del Presidente del Consiglio Conte e poi dai giornali, che Silvia era libera e che stava tornando a casa, ci siamo emozionati anche noi con il papà quando lo abbiamo sentito dire “sono felice, ma finché non la vedo non ci credo”. Eravamo tutti incollati alla tv per vedere il suo arrivo e poi da quell’aereo è scesa.

É scesa Silvia, una ragazza di 25 anni che era andata a fare volontariato in una parte del mondo meno fortunata rispetto a quella in cui è nata, è stata sequestrata da una cellula terroristica e tenuta ostaggio per più di 500 giorni. Quando è tornata in Italia aveva un vestito tipico musulmano e abbiamo saputo essersi convertita all’Islam. Da quel momento la vita della ragazza ha nuovamente subito uno scossone, perché dopo così tanti mesi di prigionia adesso sarà costretta a ricevere la scorta per le minacce ricevute, sui social e sotto il suo appartamento.

Non sapendo nulla di quello che le è accaduto, non sapendo cosa sia stato messo in campo per la sua liberazione (no, non sono stati spesi 4 milioni di euro) molti si sono sentiti in diritto di farle la lezione e si sono spinti addirittura a farle la morale portando avanti il vessillo della libertà delle donne (vi riconsiglio, “Ragazze di via rivoluzione” di Viviana Mazza).
Aggiungo: no, al polso non aveva un rolex. Non è certo né che sia incinta, né che si sia sposata. Ma soprattutto, non ci deve interessare.

La lezione più bella, e c’era da immaginarlo, l’ha data Silvia Romano stessa, con un bellissimo post pubblicato per i suoi amici più stretti dalla sua pagina facebook.

Chi dovrebbe dare l’esempio

Non so voi, ma io credevo davvero che questa quarantena ci avrebbe migliorato, anche solo un po’. Le relazioni che si sono create nonostante il distanziamento fisico, la energie positive spese per pensare un mondo nuovo e diverso sono solo due degli esempi per cui mi sento davvero di pensare che questa quarantena ci abbia fatto bene.

Poi purtroppo mi imbatto proprio in chi, in questo periodo soprattutto, dovrebbe tenere un comportamento degno del ruolo che ricopre, ed essere di esempio. Mi riferisco a Sara Cunial e al suo discorso tenuto alla Camera la settimana scorsa: il video dell’intervento non ve lo lascio qui perché non solo è lesivo della dignità del nostro ordinamento e del nostro Paese ma lo reputo pericoloso per la pubblica sicurezza.
Al contrario, vi lascio qui un articolo vi servisse anche per qualche amico, che prende punto per punto quel discorso e spiega perché non avrebbe dovuto tenersi in quell’aula. E non solo in quell’aula.

 La Fase 3

Tornando alle vicende più complesse: dal 18 maggio inizia la fase 3.
Che, detta così sembra un titolo di un film, ma rappresenta un passo importante nella riattivazione della circolazione delle persone lungo tutte le nostre Regioni.
Venerdì il Governo ha varato un decreto legge e domenica un DPCM che modifica le modalità degli spostamenti a cui siamo stati sottoposti durante la quarantena e disciplina le attività da qui al 14 giugno.
Da oggi ci si potrà spostare liberamente all’interno del territorio regionale. Senza autocertificazione.
Fino al 2 giugno sono vietati gli spostamenti tra regioni, non collegati a esigenze lavorative, urgenza, necessità e salute, fatto salvo il rientro nel proprio domicilio, abitazione e residenza.
Resta fermo il divieto di assembramento e quindi le indicazioni di contenimento ( distanze sociali di un metro e l’uso della mascherina).
Le misure sono condizionate alla situazione dell’epidemia regione per regione, per cui, se ci saranno focolai, lo Stato e le Regioni potranno adottare misure limitative della circolazione.
Riapriranno le attività economiche produttive e sociali, nel rispetto dei protocolli e delle linee guida, con l’obiettivo di ridurre il rischi di contagi. Linee guida che possono essere nazionali o regionali.
Nella giornata di venerdì, si è arrivati alla definizione delle linee guida nazionali, superando quello stucchevole meccanismo di rincorsa a fare i primi della classe di cui anche il Presidente della Regione Liguria si è fatto interprete. Regole uniformi, per tutti, con la possibilità di adattarle ai contesti e alle situazioni.
Anche in questo caso, ci sarà un monitoraggio giornaliero dell’andamento della situazione dell’epidemia a livello regionale, che deve consentire le valutazioni necessarie per capire se la direzione è quella giusta, se ci saranno recrudescenze o affievolimenti del virus. Come si legge, si tratta di un atteggiamento di prudenza, che lega le riaperture e gli spostamenti al controllo della diffusione del contagio, senza il quale, ogni misura diventa precaria, con il rischio di rimbalzare indietro nella situazione.
Il decreto miracolo

La settimana però è stata condizionata dall’arrivo del Decreto Rilancio.
Un provvedimento a lungo atteso e che doveva rispondere a tantissime aspettative, motivo per cui andrà analizzato con grande attenzione in tutte le sue sfaccettature, per capire quali sono tutti gli strumenti a disposizione di famiglie, lavoratori ed imprese per affrontare questa emergenza senza pari. Per capire l’impatto, il Decreto Legge “pesa” come 2 finanziarie del mondo pre Covid. 55 miliardi. 25 miliardi per il lavoro e gli ammortizzatori sociali, 16 per le imprese, e 4 miliardi di tagli di tasse. E si somma al decreto “marzo” da oltre 25 miliardi di euro e alle garanzie del decreto “liquidità”.

Nonostante queste misure vigorose, bisogna essere chiari e sostenere che la situazione è talmente grave che nessuna misura sarà risolutiva, ma costituirà un passo necessario per limitare l’impatto della crisi sul sistema economico e sociale italiano. Anche le cifre e i numeri imponenti, se non si trasformeranno presto in azioni concrete – senza subire i ritardi e le lungaggini burocratiche di queste settimane – rischiano di venire accolte come iniziative astratte. Lo sforzo di tutti, ad ogni livello, dovrà essere quello di rendere tutti gli strumenti messi a disposizione applicabili nel più breve tempo possibile e – a livello regionale – si dovranno coordinare nuove misure con quelle nazionale, per aumentare la possibilità di sostegno.
Qui vi lascio la sintesi delle misure. Sono moltissime, e nel caso vogliate spiegazioni e informazioni chiedetemi qui e proverò a rispondervi.

Voglio sottolineare alcune novità rispetto al precedente decreto legge. La prima è l’estensione degli ammortizzatori sociali – i 600 euro – ai lavoratori dello spettacolo. Ne avevamo parlato qui, con Maurizio Roi. E l’introduzione di un primo fondo per compensare l’impatto della cancellazione degli spettacoli dal vivo in questi due mesi. È un primo passo, ma serve ancora di più per sostenere non “coloro che ci fanno divertire” ma chi fa e produce cultura. I cinema e i teatri riapriranno per ultimi, a metà giugno. Una scelta che mi lascia un po’ perplesso, ad essere sincero.
La seconda è l’introduzione sperimentale di un Reddito per l’Emergenza, un reddito universale alle famiglie più fragili senza altre forme di tutela. Un passaggio necessario e che penso vada reso ancora più strutturale come chiede da tempo il Forum Disuguaglianze e Diversità.
E terzo tema, non ultimo, il punto che riguarda la regolarizzazione degli oltre 600 mila lavoratori nel settore dell’agricoltura, colf e badanti, che da tempo costituiscono una spina dorsale della nostra quotidianità ma a cui non viene riconosciuto diritti e dignità. Una scelta giusta, le cui ragioni ho voluto spiegare qui.

L’ecobonus

Poi c’è un argomento specifico di cui voglio spendere qualche parola in più e riguarda la scelta di dare una spinta enorme alle misure collegate all’efficienza energetica degli edifici. Il decreto legge ha previsto un superbonus del 110%  per chi svolge interventi di isolamento termico della propria abitazione, sia per l’adeguamento delle caldaie o sistemi di ventilazione e l’istallazione di pannelli fotovoltaici e solare termico. Oltre che l’estensione del bonus per tutti gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici che contemplino anche le misure sopra citate, che dimostrino il miglioramento di due classi di efficienza energetica.
Ora, questo meccanismo – l’intervento deve migliorare l’unità abitativa di due classi energetiche – è lo stesso contenuto nella mia legge sull’edilizia verde dell’agosto 2019 e ho accolto positivamente che questa legge, la prima in Italia, sia stata un po’ presa a modello in quella norma nazionale. Norma che può aprire spazi molto importanti per l’edilizia sostenibile. Il bonus è cedibile, quindi al proprietario il lavoro può costare nulla, e anche le imprese possono utilizzarlo come credito.
In più rendere efficienti energeticamente i nostri edifici ha numerosi vantaggi: bollette meno care – un salto di due classi, dimezza i consumi; maggiore valore del bene; impatto occupazionale nell’edilizia, riduzione dell’inquinamento.
In Liguria, grazie alla legge sull’edilizia verde, c’è una opportunità in più, perchè le semplificazione in fatto di riduzioni di altezze minime, può consentire di effettuare lavori di efficientamento energetico in molte più unità immobiliari, in particolare nei condomini. L’unica richiesta è quella di un miglioramento di due classi energetiche, come previsto dalla normativa nazionale.
Aggiungo anche un altro aspetto: l’incentivo al 110% per l’installazione dei pannelli fotovoltaici nei condomini rendono ancora più attuale la mia proposta di legge regionale sulle comunità energetiche, per favorire l’autoconsumo di energia da parte dei proprietari. L’ecobonus, quindi può rappresentare una grande occasione, se sostenuto e accompagnato anche da una campagna informativa e di informazione e se si attivano i canali che favoriscono la liquidità delle imprese, soprattutto quelle piccole e medie.
Su questo tema proverò nei prossimi giorni ad organizzare un momento di approfondimento, una volta analizzati i testi definitivi del Decreto.

Riaprire e non solo

Il nostro paese deve ripartire, con cautela e attenzione, ma non possiamo più permetterci di rimanere fermi. Troppe le perdite e troppi i rischi economici a cui siamo già andati incontro, e che potrebbero solo che peggiorare. “Rischio calcolato”, l’ha definito Conte.

La riapertura non significa che l’emergenza sanitaria sia finita: le misure di sicurezza dovranno essere rispettate ancora, tutti i comportamenti saggi che abbiam tenuto sino ad oggi dovremo continuare a sostenerli per molti mesi. Ma soprattutto credo che il tema delle riaperture sia un tema, ma non deve oscurare problematiche che  devono essere risolte il prima possibile e che la quarantena e la pandemia hanno amplificato:

Attività negli ospedali. In questi mesi di emergenza gli ospedali e i pronto soccorso erano luoghi dove non si poteva accedere, se non per le urgenze. La ripresa del lavoro quotidiano e della gestione normale del servizio sanitario deve riprendere, il prima possibile, con metodo per fornire ai cittadini quel servizio sanitario pubblico di cui ha diritto. Penso agli screening, alle liste di attesa, ai controlli, solo per fare alcuni esempi. Tempi certi e procedure per recuperare gli interventi programmati.
Trasporto pubblico locale. Sono stati molto pochi i cittadini che nel periodo di quarantena erano obbligati, o comunque che hanno continuato, ad usare i mezzi del trasporto pubblico locale. Con la riapertura sarà inevitabile avere un afflusso di utenti maggiore, ma non paragonabile al pre emergenza. Le politiche da mettere in campo devono essere immediate per fornire un servizio puntuale e sicuro, migliorando quello precedente, con un ripensamento complessivo delle modalità di fruizione – e anche di finanziamento – del trasporto pubblico locale. Aggiungo una nota: come anticipato il Decreto Rilancio ha previsto un Fondo per il rimborso degli abbonamenti dei pendolari o tramite voucher o con un allungamento dell’abbonamento attuale.
Piccoli comuni. Abbiamo già detto quanto la quarantena non sia stata uguale per tutti, ancora meno per chi abita nei piccoli comuni, magari dell’entroterra. Perché se nel mondo normale vivere in un piccolo comune della Liguria già ti procurava qualche problema, durante la pandemia quei problemi si sono moltiplicati. Servono risposte e serve smettere di pensare che possano esistere pezzi di territorio di serie A e di serie B, non ci può più essere differenza tra la costa e l’entroterra. E cogliere l’opportunità che i borghi possono avere – per la loro distanza dai centri più “assembrati” di persone – per un loro rilancio, anche turistico e non solo. La Strategia Aree Interne dovrà, dopo il COVID, mettere in campo nuove misure e nuove iniziative per rafforzare i servizi e le infrastrutture – fisiche e digitali.
Bisogni educativi e servizi 0-6. Ad oggi non è ancora chiaro come si svolgeranno gli esami di terza media. Per quanto riguarda la maturità la Ministra ha fornito le linee guida nella giornata di sabato. La quarantena si è dimostrata elitaria anche sotto questo punto di vista, non dando le stesse possibilità di apprendimento e di poter seguire le lezioni ad ogni studente. Bisognerà rivedere, con distanziamento sociale o meno, l’intero sistema scuola. Questa pandemia ci ha fatto scoprire quanto intere famiglie siano crollate sotto il peso dell’assenza di una didattica. Non possiamo più lavorare pensando che il tema della famiglia non sia strettamente collegato al diritto all’istruzione.
Salute mentale. L’obbligo di quarantena ha avuto delle ripercussioni su tutti, specialmente su quelle persone più fragili, o su chi avrebbe necessitato di un accompagnamento quotidiano da esperti. Appena sarà possibile dobbiamo rimettere al centro delle nostre reti chi ha più bisogno di sostegno e chiedere alle istituzioni con maggiore forza che vengano supportate economicamente le famiglie di chi in questi mesi ha sofferto più di altri.

In Regione Toti apre tutto, poi si accoda
IN REGIONE
TOTI APRE TUTTO. O MEGLIO LO ANNUNCIA POI SI ACCODA
Il Presidente Toti in questi mesi di emergenza sanitaria si è impegnato, lo abbiamo visto tutti, a criticare il Governo centrale, a inscenare un braccio di ferro continuo, con ordinanze regionali emanate una settimana prima dei DPCM del Governo, con le incertezze di cui abbiamo già parlato più volte.
Si è passato dall’annuncio che si potevano aprire – ma solo per lavori interni e in attesa delle linee guida – i bar e ristoranti, i parrucchieri e gli estetisti, alla possibilità di muoversi oltre i confini del proprio comune di residenza, aggiungendo con grande enfasi  delle possibilità ovviamente fondamentale per la vita dei liguri: i vostri cavalli come stanno? fatemi sapere, ci terrei.
Salvo poi accodarsi e attendere le linee guida nazionali sulle riaperture. Che sono arrivate, in queste ore, a seguito di un confronto tra Regioni e Governo: linee uguali in tutte le regioni (Ovviamente è ben diverso da quello che chiedeva Toti tempo fa, cioè che le Regioni decidessero da sole, ma si confida sulla memoria corta delle persone).

VERSO LE ELEZIONI
In tutto questo, nel pieno dell’impostazione delle misure per contenere l’emergenza sanitaria e mettere le basi per la tenuta economica, il presidente della Giunta Toti continua il suo pressing per votare a luglio. Arrivando anche a dire che si sarebbe dimesso per andare a votare il prima possibile. Salvo poi fare marcia indietro. A ognuno la sua priorità.
Questa settimana poi c’è stata una novità, la creazione di un nuovo partito personale, quello di Alice Salvatore, che è uscita dal Movimento 5 stelle per dare vita al gruppo del “Buonsenso”, con cui si candiderà a Presidente della Regione. Premesso che il nome del suo movimento suona come un’ossimoro, che ho sempre avuto allergia per i movimenti personali, e che l’operazione è veramente uno degli esempi di trasformismo e cambi di casacca per cui tanto ci si indignava all’epoca, la vicenda spero abbia dato una accelerazione anche a quello che dobbiamo fare noi. Su cui cresce una responsabilità e la richiesta da parte di tanti cittadini di indicare in tempi più che rapidissimi la coalizione, le idee e nomi.
Prima della pandemia c’era una disponibilità al dialogo tra centrosinistra e Movimento Cinque Stelle, che nei mesi scorsi è rallentata: ora, negli ultimi giorni ci sono stati incontri positivi sul programma, che hanno messo al centro i temi della sanità pubblica, della sostenibilità ambientale, della cura della comunità e della rete dei servizi pubblici.
Un passo avanti, certo, che però deve proseguire e accelerare e essere accompagnato dalla scelta di una figura che sappia unire e innovare, e che sappia tenere il filo di una comunità. Il tempo non è molto, sia che si voti a luglio che ad ottobre, e penso che vadano fatti tutti gli sforzi necessari per dare rapidamente una voce ad una alternativa credibile rispetto a Toti e ad una destra i cui disastri sono sotto gli occhi di tutti.

SANITÀ
Vi lascio qui le mie ultime dirette che ho fatto sulla mia pagina Facebook, giovedì e sabato: in ogni diretta ormai, purtroppo, devo iniziare la chiacchierata fornendo un po’ di dati sulla situazione della pandemia in Liguria, visto che siamo la seconda regione per crescita di contagi questa settimana subito dopo la Lombardia. I dati dell’ultima settimana dicono che siamo tra le Regioni con la maggiore incidenza di casi, mentre i dati delle terapie intensive e della rete ospedaliera sembrano confortanti. Ci confrontiamo però con quello che è successo due settimane fa e quindi il monitoraggio dovrà proseguire, capendo l’impatto delle nuove riaperture.
Nota di colore. L’Assessore Viale e la sua squadra stanno gestendo nei modi che vedete la situazione della pandemia, senza confronto e condivisione: vi lascio qui il link in cui spiego quanto è successo la settimana scorsa, quando dopo due mesi di attesa ho ricevuto due risposte a due interrogazioni che avevo presentato all’assessore Viale.
Forse preferivo quando ogni nostra proposta, dell’opposizione tutta, veniva bocciata senza nemmeno darne lettura, ma almeno poi la maggioranza le ripresentava uguali.

Informazioni

Continuano le dirette sulla mia pagina Facebook per parlare di quello che sta succedendo in Regione, quello che sta decidendo il Governo e commentare le ultime attualità. Come vi anticipavo nella newsletter precedente, ho preferito cambiare l’orario delle dirette: ci vediamo alle 18.30.
Martedì 12 ho fatto una chiacchierata social con la Sindaca di Sestri Levante Valentina Ghio, sul ruolo dei Comuni tra emergenza e fase 2: abbiamo parlato commercio, turismo, e spiagge pubbliche a pagamento. Vi lascio qui il link.
Vi ricordate la richiesta di ricalibrare le nuove coincidenze per i treni tra Riva Trigoso e La Spezia per venire incontro ai lavoratori Fincantieri del Levante che dopo le 21 non avevano più treni per tornare a casa? L’Assessore ai Trasporti Berrino si è attivato dopo la mia lettera e ha provveduto a richiedere le modifica dell’orario. Lo ringrazio.
Vi segnalo questa bella iniziativa per ringraziare chi in questi mesi si è speso a ha rischiato la vita per noi. Per chi fosse interessato a prendere parte a questa bell’idea, vi lascio qui il gruppo Facebook con tutte le informazioni utili.
La morte di Ezio Bosso, venerdì scorso, ha colpito tanti, me compreso: vi lascio il link di una bellissima intervista rilasciata poco più di un mese fa a Propaganda Live.

 

Luca Garibaldi