Lettere/ “I sindaci devono conoscere nomi e numeri”

Riceviamo e pubblichiamo (Lettera firmata)

Volevo condividere una riflessione su una recente affermazione, comparsa sul social ufficiale di un comune ligure:

 “… ASL 3  … dovrebbe comunicare regolarmente i casi positivi e quelli in quarantena. Le comunicazioni non arrivano regolarmente: un decesso l’abbiamo appreso dal comunicato stampa dell’ospedale San Martino e l’altro dai famigliari. Non ci vengono comunicati i casi in quarantena, con evidente difficoltà per il ritiro dei rifiuti, di cui abbiamo competenza. Ho fatto presente, insieme ad altri colleghi, questo problema, ma immagino le difficoltà in cui operano le ASL in questo periodo”

Mi permetto di osservare che quanto si scrive é di una gravità assoluta: in quanto responsabile amministrativo e politico (amministratore della polis) ogni sindaco ha diritto e dovere di conoscere quanti casi sono presenti sul suolo cittadino, e quanti nuclei familiari sono coinvolti nella quarantena. 2 – 5- 20 – 50? … sono ordini di grandezza ben diversi, soprattutto quando si tratta di popolazioni ridotte.
So che é una situazione lamentata da diversi Sindaci, ma non é ammissibile. 
Come si possono proteggere al meglio malati e cittadini sani, se si é tenuti nell’ignoranza? Le ASL sono in difficoltà ma i dati che a quanto pare non forniscono sono di importanza fondamentale per gestire le emergenze (per via dei rifiuti, certo, ma anche per controllare, nel caso vivano soli, che il peggioramento non sia vertiginoso, e che si attengano alle normative) e arginare la diffusione dei contagi.

Oltretutto divulgare tale stato di inconsapevolezza potrebbe portare alcuni a non osservare i dettami. Per evitare critiche non costruttive: un suggerimento … si chieda un auto-censimento, come la regione Liguria  aveva fatto per i non residenti qualche settimana fa. 

A proposito di residenti e non residenti: da settimane si distingue in cittadini di serie A e B (indigeni e invasori). Ci sono cittadini  che hanno rispettato le leggi, e altri no. Questa é l´unica considerazione lecita. Il resto é discriminatorio, e quei (fossero anche) pochi che diffondono questo atteggiamento, sono da scoraggiare in ogni modo.