Lavagna: “Un bilancio che non tiene conto di ciò che accade”

Da Guido Stefani e Aurora Pittau, consiglieri comunali di Officina Lavagnese, riceviamo e pubblichiamo

Il bilancio pluriennale relativo agli anni 2020 – 2022, che l’Amministrazione Comunale presenterà all’approvazione del Consiglio Comunale il prossimo 25/03/2020, è un documento fondamentale per la programmazione di tutta l’attività amministrativa e la vita stessa della nostra città di Lavagna.

Ad un esame attento, anche se non approfondito a causa dei tempi ristretti e della notevole quantità di documentazione che ci è stata fornita, ci sembra di poter affermare che si tratti di un documento che cerca di rispondere alle esigenze di realizzare il riequilibrio della finanza comunale dopo la dichiarazione del dissesto: un bilancio in linea con quelle che sono le esigenze di ottemperare agli adempimenti richiesti ai comuni dichiarati in stato di dissesto.

Purtroppo dobbiamo però rilevare che questo bilancio non tiene minimamente conto della nuova difficile situazione che si è venuta a creare con l’attuale situazione a livello internazionale, nazionale e locale in seguito alla terribile epidemia del Coronavirus.

E’ un bilancio che potrebbe andare bene se non fosse successo niente in questi ultimi due mesi.

La relazione di presentazione, pur volendo analizzare la situazione del Comune e del territorio, non tiene minimamente conto di quanto sta avvenendo nel paese. Ciò che sta accadendo è destinato purtroppo a modificare profondamente la vita ed i comportamenti della nostra società e di ciascuno di noi per un lungo periodo.

Non crediamo sia possibile programmare l’attività della nostra città per i prossimi tre anni senza tenere conto di quanto accade intorno a noi. Occorrerà ripensare a quali debbano essere ora le priorità da perseguire nei prossimi mesi e forse nei prossimi anni.

Riteniamo che le maggiori priorità e le maggiori risorse dovranno essere rivolte verso il sostegno ai cittadini, alle famiglie, alle persone sole e più deboli, verso il sostegno ed il rilancio alle attività produttive, turistiche, commerciali ed artigianali, attraverso una politica di riduzione delle tasse comunali, delle rette di mense, asili, e dei servizi in genere, attraverso forme di incentivo ed aiuto alle realtà che producono lavoro e reddito, (ad esempio la cancellazione di TARI e TOSAP durante il periodo di chiusura forzata delle attività) attraverso la riduzione, dove possibile, degli accantonamenti, la lotta all’evasione e il recupero dei crediti.

Alcuni di tali interventi sono resi molto difficili dagli adempimenti richiesti dallo stato di dissesto. Pertanto riteniamo fondamentale che venga richiesto immediatamente, anche attraverso i rappresentanti locali di tutte le forze politiche in Parlamento, l’annullamento o almeno delle deroghe rispetto a quanto richiesto dalla dichiarazione dello stato di dissesto per rendere possibili gli interventi sopra indicati.

Occorrerà in ogni caso creare una strettissima collaborazione tra tutti i Comuni del territorio per la realizzazione di interventi e progetti comuni nei campi dell’assistenza e dello sviluppo, ed un continuo e costante rapporto con la Regione e lo Stato.

Per queste ragioni riteniamo che il documento programmatico andrebbe rivisto nel suo complesso tenendo conto di queste considerazioni.