‘Santa’: “Scrivere fa bene, raccontate la vita al tempo del virus”

Dallo staff della “Tigulliana” riceviamo e pubblichiamo

La scrittrice Karen Blixen affermava, con saggezza, che “tutti i dolori sono sopportabili se li si fa entrare in una storia, o se si può raccontare una storia su di essi”.
Gli scrittori lo hanno capito da sempre che “scrivere può far bene”.
In questi giorni di emergenza, in cui la gente deve stare a casa, lo scrivere può farci… “evadere” dai confini domestici, può distrarci e farci sentire meno inquieti, meno nervosi, meno intolleranti…

Ecco perché, con lungimiranza, alla “Tigulliana” abbiamo lanciato l’idea della competizione letteraria stando a casa “Cara Italia, ti scrivo…”: racconti, poesie e riflessioni al tempo del Coronavirus.
Inoltre, scrivendo bene, le generazioni di domani riusciranno a redigere, in un italiano comprensibile, persino le leggi sulle… emergenze.
Da oltre settant’anni, infatti, la classe politica (di destra, di centro e di sinistra) è ostaggio di una burocrazia sovente ottusa che, anche in occasione del recente decreto “Salva Italia”, è riuscita a trasformare quello che avrebbe potuto essere il “best seller” letterario del momento in un… polpettone difficilmente digeribile.
Quando questa emergenza sarà terminata, sarà bene uscire di casa e magari… tappare nelle cantine o nelle soffitte una burocrazia asfissiante, lontana anni luce dalle istanze delle persone.

Inviateci le vostre impressioni del momento alla mail: m.delpino@libero.it