Pandemia: da don Culoma ai confini troppo stretti

Siamo al 17 marzo e ad oggi i dati del coronavirus sono ancora in aumento. Sembra che le persone capiscano di essere i custodi della loro salute; molti tuttavia sono i fatalisti che ignorano le regole. La gente si assuefa anche alla drammaticità dei numeri che scaturiscono dai report della Regione. Ci si immedesima solo se ad essere positiva è una persona nota.

Ieri fin dal mattino girava a Rapallo la notizia del contagio di don Beppe Culoma che non è semplicemente il parroco di San Pietro di Novella, ma è molto attivo nel campo della migrazione e vicino a Comunione e Liberazione, Movimento che registra diverse persone colpite nel Chiavarese. Certamente questo nuovo caso farà scattare la quarantena per chi ha avvicinato il sacerdote negli ultime 14 giorni.

Si intensificano i controlli per chi esce da casa senza avere le motivazioni previste: lavoro, salute, situazioni di necessità. Appare tuttavia limitativo nei piccoli centri non potere superare i confini; per altro il decreto parla di territorio e non di Comune.