Cinque Terre: “Viticoltura e Unesco, assi nella manica”

“Siamo tornati al tempo del dopoguerra, non c’è anima viva e adesso bisogna mettere mano al gruzzoletto ammucchiato in decenni di lavoro”.  Raggiunto al telefono, un viticoltore si dice pessimista sulla crisi economica conseguente alla pandemia. “Fino alla scorsa estate qui si protestava perché c’erano troppi turisti. Adesso che non si vede un cane iniziamo a preoccuparci. Potremo contare sulla viticoltura che non ci ha tradito mai; chi vive sul turismo dovrà rinunciare ala stagione 2020 e sperare poi che nel 2021 la gente abbia dimenticato il virus e torni. Il nostro asso nella manica è che l’Unesco ci ha dichiarato patrimonio dell’Umanità e questo ci faciliterà le cose”.

.