Rapallo: il virus, la scuola digitale e i tempi della politica

In questi giorni a sorridere sono quanti operano nel mercato di internet. Molte famiglie per evitare che i figli perdano preziosi giorni di scuola, corrono ai ripari. Dopo l’ennesimo rinvio delle lezioni, molti insegnanti sono corsi ai ripari e, in ordine sparso, cercano di fare lezione sfruttando le nuove tecnologie. Qualcuno cerca anche di guadagnarsi spazi sui media per dire quanto è bravo.

In realtà il problema delle lezioni via internet si era affacciato già in autunno, quando le allerte arancione dividevano i sindaci sulla necessità di chiudere o meno le scuole.

Tanto è vero che l’8 novembre 2019 il sindaco di Rapallo Carlo Bagnasco aveva proposto di “digitalizzare le lezioni”. Notizia ripresa da molte testate; con conseguenti sì di facciata da parte di operatori scolastici ed autorità.  Ma “passata l’allerta gabbato lo santo”.

Se allora si fosse approfondito il suggerimento di Bagnasco e ne fosse seguita una normativa regionale, oggi tutti gli Istituti si sarebbero mossi allo stesso modo fin dal primo giorno di stop alle lezioni a scuola.

Oggi il consigliere regionale Franco Senarega invoca sconti e gratuità nel settore internet per le famiglie degli allievi. Questa proposta avrebbe potuto essere studiata e inserita nella stessa legge regionale a cui oggi guarderebbero con rispetto tutte le altre Regioni.

Inoltre se la proposta fosse stata attuata nessuno studente avrebbe perso un solo giorno di scuola e si sarebbe accelerata la digitalizzazione di tante famiglie.

Vittoria Gozzi, presidente di Wylab che aveva dato al sindaco Carlo Bagnasco i suggerimenti per tenere lezioni collettive, pur con gli allievi nelle loro case