Parco di Portofino: “Le ragioni dell’ampliamento”

Da Antonio Leverone, Coordinamento per il Parco Nazionale di Portofino – Osservatorio Ambientale, riceviamo e pubblichiamo

Al Sig. Mario Parodi – Lettera del Giorno Secolo xix del 25.2.2020 Caro Sig. Mario, il suo nome e in particolare il cognome Parodi ci dicono che lei è un ligure verace. Io che le scrivo sono un Camoglino da lunga data. Una barzelletta che si racconta nei “caroggetti” del centro storico, dice: “do sciô Parodi che ol’incontra l’amigo Baciccia in sciô meu ….” ma questa è un’altra storia che avrò modo di raccontale se avremo modo diincontrarci.

Io faccio parte di “tutti questi signori che si infervorano tanto per un Parco Nazionale di Portofino allargato….” come lei ha scritto recentemente sulla rubrica del Il Secolo xix “lettera del giorno”. Certamente ci infervoriamo per un progetto importante per la nostra regione, un progetto che, se realizzato potrebbe promuovere la Liguria a livello europeo e non solo ma soprattutto una opportunità di tutela e recupero del territorio, di nuove attività legate al turismo, di lavoro per i ragazzi e ragazze di oggi.

Il solito luogo comune che mi permetto di contestarle è quando scrive che “vogliamo soldi da Roma”. Sono in grado di dimostrarle che è esattamente il contrario: il nostro coordinamento sta investendo intelligenza e risorse sostituendosi alla Regione e al Ministero. Pensi, le ho dato un secondo spunto di polemica “e allora chi sa che cosa ci guadagneranno a impegnarsi così tanto” e qui mi fermo.

Nel suo lamentarsi segue quindi un’altra serie di luoghi comuni: che “nessuno chiede un’opinione a coloro che risiedono dentro a un parco”, i “vincoli”, “regole vecchie e inutili” e “essere padroni in casa altrui” e il fatto di “essere alla mercé dei cinghiali” e poi ancora “I turisti sono un altro flagello”.

La testimonianza dell’amico Aldo che per il fatto che ha dei terreni nell’area parco “si è visto spolpato un albero di aranci da un gruppo di escursionisti” è certamente d’effetto. L’unica riflessione che faccio è che quel gruppo di escursionisti non sono degni di passeggiare in un’area protetta.

Sig. Mario, i residenti nelle aree protette hanno tutte le possibilità di dialogare con chi le gestisce (Stato o Regione) è solo questione di volontà di avere un dialogo e capacità di gestirlo. Forse lei non sa che attualmente il Parco Regionale di Portofino è stato commissariato, come altri dalla Regione e se prima, con fatica, aveva una parvenza di gestione, oggi è in mano a “Dove tutti fanno i comodi loro”.

Mi permetto di cambiare solo un sua parola: da “tutti a molti”. Sig Mario, sono in grado, in qualità di Coordinatore, di poterle dimostrare l’inutilità dei soliti luoghi comuni che, in particolare una parte politica usa in contrasto alla realizzazione di aree protette e la loro opportuna gestione. E se lei è veramente il Sig. Mario Parodi resto a sua completa disposizione, sempre che ci sia vera volontà di confronto. Per piacere sig. Mario! Noi non “Vendiamo i nostri territori a Roma” (“Roma ladrona”: mia nota). Nella Metà dell’ottocento un grande capo nativo americano Seattle, in una lettera al Presidente degli Stati Uniti scriveva: “Come potete acquistare o vendere il cielo, il calore della terra? L’idea ci sembra strana. Se noi non possediamo la freschezza dell’aria, lo scintillio dell’acqua sotto il sole come è che voi potete acquistarli? Ogni parco di questa terra è sacro per il mio popolo. Ogni lucente ago di pino, ogni riva sabbiosa, ogni lembo di bruma dei boschi ombrosi, ogni radura ogni ronzio di insetti e’ sacro nel ricordo e nell’esperienza del mio popolo. La linfa che cola negli alberi porta con se’ il ricordo dell’uomo rosso. Noi siamo una parte della terra, e la terra fa parte di noi.” La invito a leggerla tutta con attenzione.

Un caro saluto

 Antonio LeveroneAssociazione di fatto costituita il 19.1.2019 – Coordinatore: Antonio Leverone – antonio.leverone@gmail.comPortavoce: Ermete Bogetti (Presidente Italia Nostra – Genova)