Rapallo: c’eravamo tanto amati, non ricordo come fu

Difficile oggi immaginare il clima che ha portato alla vittoria di Carlo Bagnasco a sindaco di Rapallo con un risultato bulgaro del 78 per cento. Allora la parola d’ordine non detta nel centro destra era: “tutti per uno, uno per tutti”.

Era facile immaginarsi che il clima cambiasse subito le elezioni all’atto della formazione della giunta e che fosse inevitabile che ciò avvenisse al momento di scegliere un candidato sindaco erede di Carlo Bagnasco, al termine del suo secondo mandato.

Difficile immaginare che i rapporti potessero farsi freddi all’antivigilia delle elezioni regionali. Nessuno immaginava, infatti, che Toti tentasse un suo movimento nazionale in alternativa a Forza Italia e che Silvio Berlusconi ritenesse il giovane Bagnasco suo uomo di fiducia in Liguria.

Oggi Toti, forte della fiducia di Salvini, consapevole che un unico candidato alternativo credibile potrebbe metterlo all’angolo, sa perfettamente che deve stimolare al massimo tutti i gruppi della coalizione che lo sostengono; perché ognuno, in competizione con gli altri, possa ottenere il massimo dei voti che concorreranno alla sua rielezione.

A Rapallo la maggioranza, salvo bucce di banana, resta salda per ciò che riguarda l’amministrazione comunale. Pur correndo per la stessa crociata, il clima sembra però cambiato nella sfera politica.