Regione: “Quando i negozi si trasformano in bassi”

La legge regionale che autorizza la trasformazione di negozi in abitazioni (i così detti “bassi”) – di questo parliamo – sta facendo discutere.

Prima di tutto ci sono moltissime abitazioni invendute in tutti i Comuni liguri e non si capisce la necessità di incrementarne il numero. Ci si lamenta del caro-affitti dei negozi e si auspica un loro ridimensionamento; si offre invece ai proprietari una scappatoia per trarre maggior profitto. Si alterano comunque la storia, le tradizioni, la vita di una strada, di una piazza, di paesi dove i “bassi” (a differenza dei vicoli di Genova) non sono mai esistiti. Si trasmette una nota di pessimismo che colpisce in particolare i giovani; si dice che artigianato e commercio non possano più riprendere quota.

E’ stato Levante News il primo giornale a evidenziare un fenomeno che a Camogli è avviato da tempo; non per la legge regionale, ma perché i negozi trasformati in “bassi” (chiamiamoli col loro nome più noto) sono previsti dal Puc. Mentre altri comuni vietavano gli uffici a piano strada, qui al posto dei negozi sono nati studi professionali e medici. C’è poi il caso più eclatante: gabinetti pubblici trasformati in B&B.

L’allarme quando i cambiamenti sono apparsi esagerati e virali nel centro storico; in particolare in via Repubblica che si sperava di rilanciare dopo la riqualificazione della strada ottocentesca. Il sindaco Francesco Olivari ha promesso che cercherà di bloccare il fenomeno che oltretutto, in teoria almeno, non invita la clientela che potrebbe acquistare appartamenti differenti dai “bassi”.

E torna in mente il periodo in cui i pescatori furono costretti (dal caro-affitti) a lasciare i magazzini attigui al porto e a depositare le loro attrezzature su moli e calate.

E’ chiaro che qualcuno beneficerà della legge regionale. Ma sulla bilancia del legislatore occorre capire se pesano più i vantaggi o gli svantaggi. (marco massa)