Giorno del Ricordo: oggi la cerimonia a Staglieno

Dall’ufficio stampa del Consiglio regionale riceviamo e pubblichiamo

Questa mattina Claudio Muzio, consigliere regionale segretario dell’Ufficio di presidenza, ha partecipato in rappresentanza dell’Assemblea legislativa della Liguria alla cerimonia organizzata al Cimitero di Staglieno, nel Parco della Rimembranza, per ricordare le vittime delle foibe e gli esuli dalla Venezia Giulia e dalla Dalmazia.

«Le foibe e la persecuzione degli italiani della Venezia Giulia e Dalmazia – dichiara Muzio – sono state, come ha ricordato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nei giorni scorsi, una “pagina tragica della nostra storia recente, per molti anni ignorata, rimossa o addirittura negata”, per calcolo o ignoranza, con un atroce silenzio sul sangue versato da migliaia di uomini e donne che erano figli della nostra stessa cultura, della nostra stessa lingua. E’ nostro dovere contribuire a scrivere, con amore di verità, questa pagina di storia, dando forza alla voce degli esuli: è un dovere verso di loro, verso i loro figli, ma anche verso tutti i giovani italiani, affinché traggano da quelle vicende l’amore per la conoscenza e una lezione di civiltà».

Il consigliere ricorda, a questo proposito, che l’Assemblea legislativa della Liguria da anni organizza un concorso rivolto agli studenti liguri per stimolare la conoscenza di questa vicenda e, per i vincitori, un viaggio nelle terre che furono teatro della persecuzione. «Accompagnando i ragazzi in quei luoghi e immergendomi nel racconto di quei fatti – aggiunge Muzio – sono rimasto sconvolto dal carico di violenza e di odio che portò a quella che fu una vera e propria pulizia etnica contro gli italiani della Venezia Giulia e della Dalmazia. Sono fermamente convinto che ciascuno di noi dovrebbe fare, almeno una volta nella vita, questo viaggio».

Il consigliere segretario ricorda, infine, che «la nostra terra ha accolto tantissime famiglie in fuga dalla morte e dalla violenza, pianificata con lucida ferocia dalle formazioni partigiane di Tito. Erano italiani come noi – conclude – e hanno imparato ad amare anche la Liguria, contribuendo alla sua rinascita e al suo sviluppo nei drammatici anni del dopoguerra».