Rapallo: il dragaggio e l’uso del materiale ricavato

Un tempo nelle acque ferme del golfo di Rapallo si gettava un materiale chiamato “coccolite”. Depurava l’acqua, almeno in teoria. Il mare in genere si autodepura con le correnti e le mareggiate. Ad inquinarlo sono le acque che arrivano dalle vallate attraverso i torrenti e gli sversamenti fognari che Iren negli ultimi anni cercato di eliminare totalmente.

I materiali depositati sul fondale del golfo di Rapallo, stando ai primi esami, sarebbero in buona salute; probabilmente troppo sottili per poterli utilizzare per il ripascimento delle spiagge. I campioni prelevati devono passare all’esame di Arpal e della Regione che domani dovrebbe dare il responso.

E” evidente che se il materiale prelevato dal fondale con il dragaggio può essere utilizzato per rimpolpare le spiagge, l’operazione costerà molto meno rispetto al trasporto e conferimento del materiale stesso in discarica.