Recco: “La revoca dell’onorificenza a Tito”

Dallo Staff Comunicazione Circolo Pd Recco Avegno Uscio riceviamo e pubblichiamo

Mozione presentata dal sindaco Carlo Gandolfo ad oggetto: “Richiesta affinché il Parlamento modifichi la Legge per revocare l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica a Josip Broz Tito”

Abbiamo dovuto leggere più volte quanto pubblicato su Levante News in merito a questa mozione presentata dal “sindaco del fare” Carlo Gandolfo, perché pensavamo fosse uno scherzo.

Così non era.

La memoria ci ha riportato ad una analoga mozione presentata dai consiglieri della destra in consiglio regionale.

Abbiamo quindi capito: è arrivato l’ordine del partito che governa il comune.

Gli ordini del capitano non si discutono, si eseguono.

Anche se, fino a dieci minuti prima, probabilmente molti adepti della maggioranza pensavano che Josip Broz Tito fosse un calciatore croato.

Ma, conoscendo la sensibilità del Sindaco verso l’elettorato ci siamo precipitati nelle vie e piazze di Recco convinti di trovare manipoli di cittadini armati di cartelli e striscioni imploranti di agire verso il Parlamento della Repubblica per il cambio della legge che norma la revoca delle onorificenze ai defunti che ne hanno beneficiato.

Nulla di tutto ciò.

Forse la questione potrebbe essere stata originata da una sezione di studi di politica estera della Lega recchese o del Golfo Paradiso.

Ma neanche questo è avvenuto. Da quelle parti al nome del Maresciallo Tito al massimo si pensa al nome di battesimo di qualche maresciallo del passato della Benemerita…

Quindi resta solo una spiegazione: una delle tante cambiali da pagare per ottenere il titolo di Sindaco.

Sindaco del fare…. sorridere!!

Se vogliamo invece essere seri dobbiamo dire che la Giornata della Memoria deve portare alla condanna di tutte le violenze ed i misfatti compiuti dalle formazioni fasciste e comuniste verso popolazioni inermi italiane e non solo italiane, culminate poi con la nefandezza delle foibe che mai e poi mai nessuna riscrittura o revisionismo potrà assolvere.

La condanna di tali regimi totalitari deve vedere tutti impegnati, ai vari livelli di responsabilità, senza se e senza ma. Le foibe attuate dai partigiani titini sono un crimine contro l’umanità ma non possono dare il diritto agli attuali eredi del fascismo italiano di giustificare tutti i crimini commessi dagli squadristi mussoliniani