Bokestein: l’incontro con Toti dei concessionari spezzini

Nota congiunta Cna, Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio e Confindustria sull’incontro tra balneatori, Regione Liguria e sindaci della Provincia della Spezia

 Cna, Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio e Confindustria sull’incontro relativo alle concessioni demaniali marittime tra balneatori, Regione Liguria e sindaci della Provincia della Spezia.

Il settore balneare è un comparto strategico dell’economia nazionale. Nella provincia spezzina sono otto i comuni interessati da attività balneari e più di 70 famiglie con i relativi dipendenti vivono di queste imprese. Una vera e propria industria che continua a operare nell’incertezza a causa della Direttiva Bolkestein.

I Sindaci raccogliendo l’invito proveniente dalle associazioni, CNA, Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio e Confindustria, hanno quindi organizzato, con la regia attiva del sindaco di Portovenere Matteo Cozzani, un incontro con i balneatori e il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, l’assessore regionale Marco Scajola, l’assessore regionale Giacomo Giampedrone.

La riunione si è svolta nella sala del consiglio della Provincia della Spezia con una grande partecipazione da parte degli operatori del settore, a riprova della delicata situazione in cui queste imprese continuano a trovarsi.

“Nella provincia spezzina si trovano 90 spiagge di cui 13 libere e circa una decina classificate come libere attrezzate -. Spiegano tramite una nota condivisa Cna, Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio e Confindustria -. Abbiamo quindi un totale di 70 concessioni demaniali a cui si associano servizi tra i più vari: dal bar alla piscina, al ristorante, alla scuola di surf o al noleggio biciclette. Ciò significa molto sia in termini occupazionali che in termini di investimenti e la dice lunga sulla voglia degli operatori di offrire un servizio variegato e al passo coi tempi. Sono spesso attività imprenditoriali che qualificano i Comuni in cui si trovano, che vivono quasi unicamente di turismo. Aziende familiari che dal nulla nel tempo hanno preservato, mantenuto, impreziosito e caratterizzato la costa spezzina e hanno creato e creano occupazione. Il comparto solo a livello provinciale muove circa un migliaio di persone ma, probabilmente, il calcolo è solo per difetto. La Legge di Bilancio 2018 aveva bene fotografato questo quadro, tanto che, per giustificare la proroga prevista, recitava all’art. 683: “Al fine di garantire la tutela e la custodia delle coste italiane affidate in concessione, quali risorse turistiche fondamentali del Paese” e ancora al di fine di “tutelare l’occupazione e il reddito delle imprese in grave crisi per i danni subiti dai cambiamenti climatici e dai conseguenti eventi calamitosi”.

Due motivazioni fondamentali e che mai come oggi sono state così indisgiungibili: dato l’evento calamitoso non è più da considerarsi straordinario, ma purtroppo è diventato ordinario. Contro le avversità affinché le nostre spiagge continuino ad esistere e che si presentino in maniera decorosa e fruibile, è necessario, anzi indispensabile, che ci sia un presidio quotidiano e che questo presidio possa investire costantemente sul mantenimento e sulla valorizzazione. Ma per investire è necessario avere certezze, soprattutto dei tempi -. Proseguono le associazioni di categoria -. Chiediamo, dunque, ai Comuni di fare fronte unitario verso il Governo e agli attuali Ministri di riferimento, per le Infrastrutture Paola De Micheli e per il MIBAC Franceschini. Ci proponiamo di realizzare un appello corale insieme alla Regione, che ha già fatto sentire la sua voce al Governo e di cui ricordiamo le due circolari del Dipartimento Ambiente del febbraio e dell’aprile 2019, che, con estrema chiarezza, indicavano alle Amministrazioni comunali l’iter da seguire per l’applicazione della legge di bilancio votata. Abbiamo compreso e comprendiamo la titubanza e i timori delle Amministrazioni nell’intraprendere o nel proseguire l’iter già avviato per il rilascio della proroga, arrestatosi o mai intrapreso a fronte delle sentenze che si sono susseguite a partire dall’estate scorsa, ma soprattutto a seguito della nota della Procura di Genova. Comprendiamo l’attuale situazione, ma chiediamo comunque ai Comuni di voler considerare come la circolare del Ministero delle infrastrutture del 20 dicembre scorso metta con forza l’accento sulla precisazione del Consiglio di Stato che ricorda come la sentenza di giustizia UE  abbia precisato che la proroga di concessione demaniale è giustificata laddove finalizzata a tutelare la buonafede del concessionario, e che la buonafede vada relazionata alla data di adozione della direttiva 123/CE nel 2006.  

Al termine dell’incontro i Sindaci convenendo sull’importanza del settore e concordando con le preoccupazioni provenienti dalle Associazioni, hanno promosso un tavolo di confronto di cui faranno parte gli stessi Primi Cittadini, i dirigenti comunali e le associazioni sia per far pervenire un appello unitario al Governo che per governare in maniera uniforme questa fase delicata, in attesa di note più precise da parte dei Ministeri di riferimento”. Concludono CNA, Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio e Confindustria.