Cinque Terre-Val di Vara. è lotta ala cimice asiatica

Cinque Terre-Val di VaraDalla Codiretti della Spezia riceviamo e pubblichiamo

Il problema della cimice asiatica, l’insetto killer arrivato dall’Asia, sta causando non pochi danni al mondo agricolo locale e nazionale, una situazione che si è acuita al punto di arrivare ad avere una perdita di produzione regionale ortofrutticola del 46% e un danno stimato di circa 16 milioni di euro. Ed è proprio il tema dei danni provocati da questo insetto “rovina raccolti” il centro dell’incontro di oggi che, Coldiretti La Spezia ha avuto, presso l’ufficio di Governo, con il Prefetto della Spezia Antonio Lucio Garufi.

“Il quadro della situazione mostra delle criticità su tutto il territorio regionale, ma è il levante ad aver subito più danni alle produzioni” interviene così Sara Baccelli, Presidente di Coldiretti La Spezia  “L’insetto, che è particolarmente pericoloso per l’agricoltura perché prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta, ha trovato in Liguria un ambiente favorevole alla sua diffusione, e, ormai è diventato una vera e propria emergenza per il sistema produttivo, sia a livello locale sia nazionale, dato che è capace di colpire oltre 300 specie coltivate e spontanee su tutto il territorio. Riteniamo che questo primo incontro con il Prefetto possa fare luce sulla situazione e possa essere un primo passo importante per aiutare le nostre imprese”.

Purtroppo la lotta alla cimice è molto difficile perché è in grado di nutrirsi praticamente con tutto, invade sempre nuovi territori ed è resistente ai trattamenti fitosanitari. Da qui l’esigenza di risolvere il problema, con soluzioni che da parte di Coldiretti si traducono in proposte concrete presentate al Prefetto, che ringraziamo per aver dimostrato grande attenzione al tema, attraverso un Documento Programmatico elaborato per affrontare l’emergenza: “Serve un’azione congiunta di Stato, Regioni, Comuni per trovare una soluzione a lungo termine del problema ed evitare altre perdite” continua il Direttore Provinciale Francesco Goffredo ” Per raggiungere questo scopo abbiamo presentato azioni di contenimento dell’insetto, con un programma coordinato di trattamenti fitosanitari e sperimentazioni su insetti antagonisti oltre a specificare le misure necessarie, a livello nazionale, per la difesa del settore ortofrutticolo Made in Italy con un sistema più rigido di verifica sulle importazioni, individuando inoltre  modalità di intervento di fronte al moltiplicarsi dell’arrivo di parassiti alieni, favoriti dai cambiamenti climatici e dalla globalizzazione degli scambi.

In questo contesto serve soprattutto un cambio di passo nelle misure di prevenzione a livello comunitario dove una politica europea troppo permissiva consente, spesso, l’ingresso di prodotti agroalimentari e florovivaistici nell’Ue senza che siano applicate le cautele e le quarantene che devono invece superare i prodotti nazionali quando vengono esportati”.