Lettere/ “I disagi reali di chi vive nei parchi e le parole”

Da Umberto Masucchi riceviamo e pubblichiamo

Ma tutte queste persone che sembrano così entusiaste di fare il parco di Portofino nazionale mettendoci dentro altri comuni, sanno cosa vuol dire vivere dentro una area protetta? Vivere da residenti, voglio dire. Non da turisti o escursionisti che ci passano una volta ogni tanto e basta. Non so se hanno mai conosciuto i vincoli ai quali sono sottoposte le aree protette. Ce ne sono di ogni tipo e per tutti i gusti. Ricordo residenti esasperati da tutto questo mucchio di frattaglie burocratiche che anni fa hanno abbandonato i loro terreni che erano sempre stati coltivati dai loro antenati e che ora erano distrutti dai cinghiali. Cosa hanno fatto i comuni e i parchi per difendere in questo caso i residenti? Minimo dovevano aiutarli a recintare i terreni in modo adeguato contro i cinghiali. Niente di tutto questo. Molti dei simpatizzanti dei parchi qualche anno fa simpatizzavano anche per i cinghiali. In un parco non si possono fare recinzioni adeguate, ma bisogna rispettare certi standard ridicoli. Le sanno queste cose gli entusiasti (a spese degli altri) dei parchi? Quindi teniamoci i cinghiali e anche i danni che hanno fatto e che continuano a fare. E se la gente abbandona i territori e non fa più tutta la manutenzione come hanno fatto da sempre quelli che l’hanno costruiti e mantenuti, chi se ne importa. Quei territori franeranno come sta franando tutta la Liguria abbandonata a sé stessa. L’importante è far arrivare tanti turisti. Sempre di più. Facciamo dei parchi. Parliamo. Non aiutiamo a mantenere il territorio. Puntiamo tutto sul turismo. Così, quando il boom turistico finirà, ci mangeremo i nostri errori. Oppure facciamo arrivare troppi turisti come al parco delle Cinque Terre. Dove i residenti protestano perché con il troppo turismo il territorio è diventato invivibile. Ci tengo a dire che non sono contro i parchi. Abbiamo bisogno di polmoni verdi. Ma se impediamo alla gente che ci risiede di vivere una vita normale, allora vuol dire che c’è un problema.

Perché i residenti nei parchi non sono d’accordo? Se i parchi avessero funzionato bene, ora ci sarebbe la fila spontanea dei cittadini residenti per chiedere di ampliarli. Perché non c’è questa fila?