Recco: “Il Pd e l’Onda, facciamo chiarezza”

 Da Massimo Trebiani riceviamo e pubblichiamo
 
Tirato per la giacca, mi vedo costretto a rispondere alla nota del Partito Democratico di Recco.

Premetto che c’è, da parte mia, la massima comprensione nei confronti del PD. 

Però, come diceva la canzone, “bisogna saper perdere”. 

Per dare un senso alle sconfitte bisogna analizzare quanto accaduto. Nel farlo bisogna, però, tener conto dei fatti, altrimenti si corre il rischio di prendere delle grosse cantonate e – soprattutto – di aggiungere errori ad errori.

Proprio per questo motivo devo, per l’ennesima volta, richiamare il Partito Democratico alla realtà.

Nell’autunno del 2018 Onda aveva iniziato un cammino finalizzato ad aggregare chi volesse partecipare ad una lista alternativa alla maggioranza che amministrava Recco.

Era previsto che, dopo un percorso comune, venissero scelti insieme candidato sindaco e componenti della lista.

Chiunque avrebbe potuto proporsi e proporre le soluzioni più gradite.

Il PD, ripetutamente, aveva dichiarato che contava di indicare un nominativo di candidato sindaco che avrebbe riscosso unanime consenso. Questo nominativo era però rigorosamente riservato.

Nel frattempo, un gruppo di sinistra esplicitava in modo netto il suo totale dissenso dal percorso proposto da Onda, precisando che a Recco non c’era alcuna proposta politica valida e che intendeva lavorare a costruirne una nuova.

Il PD ha deciso di dare spazio a questa iniziativa.  A questo punto ci siamo fermati, in attesa di conoscere programma, la lista, il candidato sindaco – insomma i contenuti della promessa “sola proposta politica valida” per la nostra città.  

A quasi due mesi di distanza, nulla era stato concluso. Non c’era un programma, non c’erano candidati, non c’era nessuna comunicazione con i cittadini.

Il nostro percorso  era stato interrotto, ma nulla ne aveva preso il posto.  All’esterno, il silenzio più totale.

A quel punto, abbiamo deciso di prendere l’iniziativa di fare una proposta, che restava comunque aperta alla partecipazione di tutti e che, ancora, prevedeva che il candidato sindaco e la composizione della lista venissero decise in un incontro aperto a tutti coloro che avevano partecipato alle iniziative di Onda.

Il PD e la sinistra hanno scelto di proseguire per loro conto e, diversi giorni dopo, hanno annunciato la candidatura di Sergio Siri.

Vale la pena di rammentare anche che il PD di Recco sin dall’inizio si è dimostrato a dir poco incerto sul da farsi; e che questa incertezza non è mai stata superata (se non a parole).

Prova di questa incertezza è il fatto che, alla resa dei conti, c’erano più iscritti al PD nella lista di Gianluca Buccilli che in quella di Sergio Siri (addirittura pare sia stato chiesto a qualcuno che non lo era di “prendere la tessera” per poterlo presentare come tale!). 

Adattare i fatti alle proprie opinioni anziché costruire opinioni sui fatti è una scelta disastrosa.

Mi permetto, quindi, di sottoporre agli organismi dirigenti del PD i fatti e di sottolineare che, proprio a seguito della assoluta confusione di scelte e di comportamenti, nelle ultime due cicli amministrativi nessun rappresentante dal PD ha seduto in consiglio comunale.

Riflessioni e recriminazioni del PD potrebbero quindi ben più utilmente essere rivolte all’interno ed in particolare a riconsiderare i comportamenti  tenuti e le decisioni prese.

Accusare, sempre, qualcuno o qualcosa di esterno è forse consolatorio, aiuta a fare la voce grossa (altro sintomo di debolezza e di confusione) ma non aiuta a crescere.  E’ la strada sbagliata.

Per quanto mi riguarda, non credo ci possano essere dubbi di sorta sulla nostra lontananza politica dall’attuale amministrazione.

Credo, però, che le minoranze abbiano il dovere non solo di esercitare le funzioni di critica e di controllo, ma anche quello di fare il possibile per realizzare i punti che avevano inserito nel proprio programma.

Quando su quei punti esistono possibili convergenze, è giusto coltivarle e collaborare per realizzarli.

Questo,  e non altro, è quello che stiamo facendo e continueremo a fare. Credo sia nell’interesse della nostra città.

Quanto agli (immeritati) attestati di stima e complimenti di vari componenti della maggioranza,  credo si tratti semplicemente di un riconoscimento del fatto che si può essere avversari senza essere anche nemici e senza dover usare toni da ayatollah.

Anche questa è una riflessione che mi permetto di suggerire.

Infine, ribadisco che mi sento lontano non solo da questa maggioranza, ma anche da stile e comportamenti di PD e estrema sinistra.

Esistono certamente valori condivisi (almeno a parole), ma ci separano profondamente comportamenti e modi di rapportarsi con la realtà che, dal mio punto di vista sono radicalmente contraddittori proprio con i valori che si vorrebbero affermare.

Ancora buon lavoro a tutti.