Chiavari-Lavagna: “Reddito cittadinanza, i Comuni sono pronti?”

Dal Mu5s Chiavari & Lavagna riceviamo e pubblichiamo

Da quest’anno i percettori del Reddito di Cittadinanza sono tenuti a svolgere servizi di pubblica utilità per il Comune di residenza, pena la sospensione dal Reddito stesso. 

Genova accoglie la proposta di un lettore di Genova24.it e dimostra la volontà di mettere in pratica l’idea: la nostra speranza è che anche Chiavari e Lavagna si organizzino rapidamente (anche se l’ideale sarebbe stato arrivare a gennaio 2020 già impostati) e permettano lo sviluppo di quella che riteniamo un’importante forma di solidarietà sociale. 

Nelle discussioni e polemiche politiche che accompagnano da sempre il RdC, infatti, viene sottolineata l’inadeguatezza e l’inutilità dell’iniziativa, sottolineando come non stia creando posti di lavoro; ma il RdC è una forma di supporto economico pubblico per chi non percepisce reddito, e averlo collegato ad una collaborazione attiva con i Comuni di residenza rende il Reddito l’espressione di solidarietà sociale di cui sopra. L’impegno di chi percepisce il Reddito è in realtà limitato e poco più che formale, ma diventa sostanziale se rapportato all’aiuto statale che viene concesso ed all’opportunità di rientrare nella rete di socialità lavorativa. 

Auspichiamo che Chiavari e Lavagna colgano l’occasione per sviluppare attorno al RdC – che, ricordiamo, prevede l’obbligo e non la facoltà di attivare progetti inclusivi specifici – un’opportunità di crescita e non di banale adeguamento alla legge. Sarebbe un sollievo vedere che velate e fuorvianti polemiche, come quelle che ci dispiace leggere tra le parole del Sindaco Bucci, venissero accantonate in nome almeno del rispetto nei confronti di chi quel Reddito percepisce. Forse suo malgrado.