Recco: immigrati, le minoranze convocano il Consiglio

Dai gruppi consiliari di opposizione “Immagina Recco”, “Civica” e “Onda” riceviamo e pubblichiamo

Asma ha poco più di 20 anni e un figlio di 5. E’ scappata dalla guerra in Eritrea e dopo aver vissuto l’inferno in Libia  è arrivata in Italia, su un barcone. Per quasi un anno ha trovato ospitalità a Recco e, senza creare alcun tipo di problema, sta faticosamente cercando di ricostruire una vita migliore, per se e per suo figlio. Sta cominciando ad integrarsi e con lei gli altri rifugiati (3 famiglie con 4 bambini piccoli) accolti dal Comune di Recco e dalla Cooperativa il CeSto.

Dal prossimo giugno il Sindaco ha deciso che Asma se ne dovrà andare. Non verrà rinnovata l’adesione al progetto del Distretto Socio Sanitario per l’accoglienza integrata di richiedenti titolari di protezione internazionale e umanitaria (SPRAR) e pertanto lei, suo figlio e le altre famiglie saranno obbligati ad andare via.

Come gruppi di opposizione riteniamo che questa scelta sia ingiusta e profondamente sbagliata e che il ruolo di una buona amministrazione non sia semplicemente quello di aggiustare i marciapiedi ma sia anche quello di trasmettere messaggi di inclusione, uguaglianza e rispetto dell’individuo. Invece, solamente per poter far sventolare una bandierina al principale azionista di questa maggioranza, il Sindaco ha deciso di chiudere un progetto sociale che funzionava bene, su cui c’era la possibilità di esercitare un controllo diretto e che per giunta non aveva impatti sulle casse del Comune.

Abbiamo deciso, in modo congiunto, di richiedere la convocazione urgente di uno specifico Consiglio Comunale (che si riunirà prima di Natale) perché riteniamo che tutti i consiglieri abbiano il diritto e il dovere di esprimersi su questo argomento. Abbiamo inoltre intenzione di organizzare altre iniziative per dimostrare che Recco sia diversa da come la vogliono dipingere i nostri amministratori. Siamo convinti che Recco sia una città accogliente, che ha vissuto la sofferenza e per questo dotata di una profonda umanità.  I messaggi di chiusura e odio non fanno parte della nostra cultura ed è per questo che abbiamo la speranza che si possa tornare indietro da questa decisione che non ha nessuna ricaduta positiva per la nostra città ma che ha il solo risultato di costringere famiglie titolari di permesso di protezione internazionale (che anche la Lega a parole dice di voler tutelare) a dover faticosamente provare a ricostruire, per l’ennesima volta, la propria vita da qualche altra parte.

I consiglieri: Sergio Siri, Massimo Trebiani, Gianluca Buccilli, Giuseppe Rotunno, Marcello Napoli