Chiavari: l’Istituto Studio e Lavoro spegne 200 candeline (2)

Dall’ufficio stampa della società Economica di Chiavari riceviamo e pubblichiamo

Traguardo importante per l’Istituto Studio e Lavoro, che festeggia i suoi 200 anni di vita. Fondato per volontà della Società Economica di Chiavari nel 1819 (Ospizio di Carità e Lavoro) ebbe come prima missione di accogliere ed assistere giovani ragazze prive del sostegno familiare, attraverso l’opera della Congregazione Figlie di Maria Santissima dell’Orto (le Suore Gianelline). Nel 1874 l’Ospizio di Carità e Lavoro diventa ufficialmente Ente morale (decreto 11340 del 19/07/1874; iscritto al registro delle Associazioni ed Enti al n. 32 GE 1995). Negli anni Sessanta del novecento l’Ospizio di Carità e Lavoro cambia la denominazione in Istituto di Studio e Lavoro e pochi anni dopo, il Consiglio di Amministrazione (delibera n. 6 del 15/05/1977) ne amplia le finalità e i servizi attuando il semiconvitto, l’assistenza settimanale completa, l’internato provvisorio e infine il pronto intervento. Nel 2000 lo Statuto viene integrato e completato (delibera n. 16 del 23/10/2000) con l’ammissione di minori di sesso maschile di età superiore ai 12 anni. E infine nel 2003 l’Ente diventa una Fondazione di diritto privato (D.R. n. 1553 del 05/12/2003), ai sensi della Legge regionale n. 8 del 01/03/1994, e in ottemperanza al D.L. n. 207 del 04/05/2001 assumendo l’attuale denominazione di Fondazione Istituto di Studio e Lavoro.

Un compleanno significativo per un’istituzione benemerita, simbolo di impegno e carità, che rappresenta un fiore all’occhiello per l’intera città e per questo sono state messe a punto una serie di iniziative legate al bicentenario dell’Istituto di Studio e Lavoro di Chiavari:

– Un importante volume, a cura di Valentina Borniotto, assegnista di ricerca in Storia dell’Arte dell’Università di Genova. Il libro, dal titolo “Il convento dei cappuccini e la chiesa di Santa Croce a Chiavari. Arte e Storia”, edito da Sagep, è dedicato al complesso cinquecentesco di Santa Croce di Chiavari, divenuto sede dell’Istituto a partire dai primi anni del Novecento. Attraverso il vaglio di numerose fonti archivistiche e storiografiche, lo studio di Valentina Borniotto ricostruisce per la prima volta le articolate fasi costruttive, le vicende storiche, storico-artistiche e culturali dell’ex convento cappuccino, che presenta opere di alcuni protagonisti del Seicento e Settecento ligure, come Cesare Corte, Andrea Ansaldo e Giuseppe Palmieri, in parte ancora presenti in loco, in parte dislocate presso il Museo Diocesano chiavarese. Oltre all’arredo e all’apparato scultoreo, è di particolare rilievo il presepe ottocentesco, costituito da oltre centotrenta statuine lignee vestite, conservate nei locali dell’Istituto.

Il volume sarà presentato al pubblico mercoledì 11 dicembre alle ore 18, presso la sala convegni Senatore Dallorso, del Banco BPM – Banco di Chiavari, con la partecipazione della curatrice, Valentina Borniotto e del Prof. Daniele Sanguineti (Università di Genova). Il volume sarà messo a disposizione a offerta libera e le donazioni saranno destinate al fondo per il restauro delle statuine del Presepe. 

– Sabato 7 dicembre, ore 15, visita all’Istituto Studio e Lavoro di oggi da parte di un gruppo di ex educande. La visita si concluderà con la Santa Messa (ore 16.30) celebrata nella chiesa di Santa Croce.

– Sabato 21 dicembre, dalle 10 alle 12.30, convegno, nella sala Ghio Schiffini della Società Economica, con vari relatori che con i propri contributi delineeranno la vita dell’Istituto Studio e Lavoro tra passato, presente e futuro.

Così sottolinea il Presidente della Fondazione, Franco Cavagnaro:

“Duecento anni sono davvero un traguardo importante, che andava festeggiato insieme alla città, poiché l’Istituto Studio e Lavoro è una risorsa della città. Per questo abbiamo pensato a due iniziative in particolare, la realizzazione di un pregevole volume e un convegno pubblico, al fine di condividere con la cittadinanza la consapevolezza di cosa questo istituto abbia rappresentato nel passato e cosa rappresenti nel presente e lasciando anche una traccia tangibile del patrimonio artistico presente nell’istituto stesso. Questi primi duecento anni tuttavia non rappresentano certo un punto di arrivo ma piuttosto un nuovo punto di partenza, al fine di portare avanti, nonostante il momento storico economicamente non semplice, la missione che caratterizza sin dalla sua nascita questa istituzione ovvero sostenere i ragazzi con fragilità di diversa natura, cercando di sviluppare le loro potenzialità e offrendogli occasioni in chiave futura”.