Sestri: domani Antonini presenta “La luce sporca”

Riceviamo e pubblichiamo

Quarto romanzo per Sandro Antonini (quarantesimo volume considerando l’intera produzione) che, solo momentaneamente, si è concesso una pausa dalla ricerca storica per scegliere la narrativa. Del resto, non è nuovo a questo “doppio percorso”.

Dopo “Variate solitudini”, del 2013, “I viaggi dell’Ophiuchus”, del 2014 e il thriller “Il pappagallo rosso”, del 2018, l’autore si presenta al pubblico con un quarto titolo, “La luce sporca”, la cui genesi compositiva risale molto all’indietro nel tempo.

Ha ritenuto dover affrontare il giudizio dei lettori adesso, dopo una lunga riflessione, in attesa di un altro appuntamento con la storia del Novecento, cui sta già lavorando. Concepito oltre trent’anni fa, scritto in prima persona, tenuto in un cassetto e, ogni tanto, rivisto – fino alla stesura definitiva avvenuta nel corso del 2019 – si può ritenere come un romanzo nichilista ambientato a Milano nei primissimi anni Sessanta, dove i protagonisti, dopo aver compiuto una parabola esistenziale non troppo lunga ma costellata di esperienze significative, sembrano aver perduto ideali e fiducia nel prossimo. Si aggirano in una città tentacolare, sempre in movimento, che cresce ignorandoli, preda di sentimenti negativi da cui paiono non distaccarsi mai. Frequentatori di night e altri locali notturni, intenti a immaginare una scelta di vita che ritarda a giungere, volutamente distaccati dal prossimo, scoprono presto che il mondo che tentano di ritagliarsi presenta confini troppo angusti. Nessuno di loro è toccato dalla fede e finiscono per perdersi in un limbo dai contorni incerti, dove neppure la tragedia – il suicidio del migliore tra essi – riuscirà a incidere abbastanza da innescare un critico ripensamento. Soltanto uno, dallo spirito tormentato, deluso, scegliendo la solitudine intravede in ultimo una luce sfuggente, opaca e sporca, che se non abbaglia annuncia comunque l’ambivalenza della notte, la stessa che aveva contribuito tante volte ad animare. E a definire: “Vento della notte. Se esiste e non è una sensazione cui risulta impossibile dare una forma qualsiasi. Eppure quella particolare notte soffiava il vento e il freddo pungeva. Avevo sonno. Un umido sonno nell’umida notte, perché il vento trasportava con sé umidità, raccolta chissà dove, sul mare oppure sui laghi, parzialmente già depositata nei territori che aveva in precedenza visitato, millenario viandante costretto da perenni migrazioni a perdere la sua forza a poco a poco. Ora, il vento rovesciava miriadi d’invisibili gocce d’acqua su Milano…”.   

Il libro sarà presentato a Sestri Levante, nella Sala Bo di Corso Colombo, sabato 30 novembre alle ore 16.30.