Chiavari: serata del Cai con Ugo Manera

Da Massimo Camere, Cai Chiavari, riceviamo e pubblichiamo

Ugo Manera sarà ospite del Cai di Chiavari giovedì 28 novembre alle 21, con una videoproiezione all’Auditorium Scuola di Musica, Largo Pessagno di Via Entella a Chiavari. Ingresso libero.

Ugo Manera è un accademico del Cai (Caai), del  Groupe de haute montagne (Ghm) francese ed istruttore della Scuola di Alpinismo Giusto Gervasutti di Torino. È uno degli esponenti di punta dell’alpinismo piemontese ed italiano. Nato nel 1939, iniziò a praticare l’alpinismo nel settembre 1957 a diciotto anni, dopo tre anni di competizioni ciclistiche nelle categorie giovanili. Praticò con passione l’alpinismo fin dagli inizi, nel tempo concesso dal lavoro e dagli studi serali (cominciò a lavorare in fabbrica a quattordici anni come apprendista meccanico e la concluse come direttore di stabilimento).

A metà degli anni sessanta divenne istruttore di alpinismo nella scuola di Giusto Gervasutti, attività che ancora oggi svolge. Legatosi in grande amicizia con Gian Piero Motti, si dedicò intensamente alla ricerca e scoperta del nuovo ed alla valorizzazione di terreni rocciosi fino ad allora sconosciuti ai più o non ancora presi in considerazione (come le Prealpi francesi e le bastionate di fondovalle della Valle dell’Orco: Manera coniò il nome Caporal per la celebre falesia della Valle dell’Orco dopo averne aperto la prima via nell’autunno 1972 con Motti: la Via Dei Tempi Moderni.). Con Gian Piero Motti diede avvio a quel momento dell’alpinismo torinese ricordato come il Nuovo Mattino.

Le linee guida del suo alpinismo sono: abbandono del mito dell’alpinismo eroico vissuto fino al limite dell’estremo sacrificio, ricerca del nuovo e dell’inedito sia nelle falesie di bassa quota che sulle grandi pareti di grande montagna, alpinismo invernale e scoperta di problemi nuovi per poi risolverli. Tale visione dell’alpinismo lo ha portato a realizzare un gran numero di prime ascensioni; in cifre: 105 prime in montagna, 37 in falesia, 20 prime invernali, 22 prime italiane.

Non meno importanti le numerose ripetizioni di grandi vie di estrema difficoltà: dalle Alpi marittime al Monte Bianco e dal Gran Paradiso alle Dolomiti e l’attività extraeuropea dall’Himalaya alle Ande Peruviane.

È autore del libro autobiografico Pan e Pera (2003) e di vari articoli apparsi sulle riviste del settore. (tratto liberamente da Wikipedia)

Pan e Pera significa pane e roccia (suo Sopranome).