Parco Portofino: lettera del Coordinamento a sindaci e ministro

Da Antonio Leverone, Coordinamento per il Parco Nazionale di Portofino, riceviamo e pubblichiamo

Lettera e allegati inviati ai sindaci del settore a ponente del parco Regionale di Portofino. Successivamente invieremo la stessa missiva a quelli del settore a Levante. Tutto è in relazione allo studio Ispra che indica l’area dove individuare i confini del futuro parco nazionale.

Sig. Sindaco di SantaMargherita
Sig. Sindaco di Camogli
Sig. Sindaco di Portofino
Sindaco di Recco
Sindaco di Avegno
Sindaco di Uscio
Sindaco di Tribogna
Sindaco di Lumarzo
Sindaco di Bargagli
Sindaco di Bogliasco
Sindaco di PieveLigure
Sindaco di Sori.

Oggetto: Incontri informativi e di confronto con i Comuni inseriti nell’ipotesi del Parco Nazionale.

Egregio Signori. Sindaci,
il nostro Coordinamento che si è costituito nel Gennaio scorso, dopo la conferenza stampa in Genova del 6 u.s. intende proseguire nell’azione di informazione e confronto come indicato in oggetto.
Come positivamente svolto con alcuni comuni, riteniamo indispensabile avere un incontro con l’Istituzione Comunale e successivamente in accordo con la stessa, organizzare un incontro pubblico.
La presente viene inviata con l’intenzione di organizzare un incontro congiunto per omogeneità e vicinanza territoriale. In ogni caso niente vieta di avere incontri separati.
Alleghiamo lettera inviata in Regione e al Ministro Ambiente con alcune considerazioni sull’area di Valutazione I.s.p.r.a.
E’ doveroso informarla che in mancanza di un contatto a seguito di questa nostra, i nostri volontari intendono organizzare comunque, una presenza nei comuni sempre a scopo informativo, di cui le daremo preventiva comunicazione.
Sarà mia premura contattarla su sua indicazione, nella giornata a lei più opportuna.
In attesa di un cortese riscontro, porgiamo distinti saluti.

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Area di valutazione Ispra indicata dal Ministero Ambiente

“Le parole di un gigante buono”

Il Parco Nazionale di Portofino: entroterra e una fascia costiera che si aprono al Mediterraneo per la Conservazione e sviluppo sociale di un vasto comprensorio verso il futuro.

L’area di interesse dove definire la estensione del futuro Parco Nazionale, include il golfo Paradiso, il golfo del Tigullio fino a Punta Manara e la parte meridionale della val Fontanabuona. Al centro l’attuale Parco Regionale di Portofino. Alla Fine del 2017 su iniziativa del Senatore Massimo Caleo del Pd è sancita la volontà dello Stato di realizzare il Parco Nazionale.

Un parco naturale storico, quello del promontorio di Portofino, che fin dal 1935 ha saputo conservare, sia pure con difficoltà ma con grande impegno, il suo cuore naturalistico verde proteso con intraprendente vigore verso il mare.

Oggi abbiamo l’occasione di espanderlo nei due golfi: Paradiso e Tigullio, che lo stesso ha disegnato nell’arco della costa ligure, includendo la naturalità oltre lo spartiacque dei due golfi fino al fondo valle della val Fontanabuona. Una particolare lunga valle che geologicamente corre parallela al mare a poca distanza dai due golfi.

C’è un gigante buono che sembra dormire sul promontorio di Portofino, con una prosperosa pancia verso il profondo mare e un gran nasone verso l’alto. Per chi lo conosce bene e soprattutto ha voglia e la fantasia di vederlo può anche parlargli.

Da sveglio è senza dubbio loquace:
“Si, Sono certo un piccolo gigante , poco più di 1000 ettari e ora mi si da la possibilità di espandere la mia storia, i miei sentieri, i paesaggi  mediterranei, i silenzi dei tramonti, insomma : la vita delle comunità che mi abitano, e le realtà, sia pure diverse, di un grande arco ligure”.

La voce, ora è più profonda e riflessiva. Guarda verso Genova, scorre sul mare verso sud, per gettare lo sguardo a levante sul promontorio di Punta Manara subito dopo Sestri: ”Si sono contento, non sarò più solo con Camogli, Santa Margherita e Portofino mare ma lavoreremo
insieme a altre 13 città costiere e 6 dalla Fontanabuona”. E ancora:
“Forse non tutti sanno che questo magnifico territorio, studiato e considerato dallo Istituto Superiore per la ricerca ambientale contiene ben 8 siti protetti di interesse comunitario e aree di tutela speciale, 5 siti marini protetti e una Area marina nazionale, si proprio quel mare in cui ogni tanto immergo i piedi ma senza farmi vedere”.

Sorride, si alza. E’ proprio un gigante, sporge la testa a nord oltre il crinale. “Un mondo certamente diverso: boschi, acqua che scorre, montagne, altre storie altre culture e realtà sociali. La Fontanabuona, appunto, con emergenze naturalistiche paesaggistiche e di conservazione importanti”.

E ancora, indicando oltre la val Fontanabuona: “aree sinergiche, anche se non inserite nel futuro Parco Nazionale, del Parco Regionale dell’Aveto, monte Caucaso e Ramaceto”.

Apre le grandi braccia verso il mare, sembra voler abbracciare la Corsica. “Pensate:
Un Parco nazionale il nostro, che insieme a quello delle 5 terre ha di fronte Pelagos. Un parco internazionale marino per la tutela dei cetacei”. Incrocia le braccia sul pancione:
“pensate, 111 comuni costieri italiani, 129 francesi, il Principato di Monaco, tutti impegnati in un grande progetto europeo e non solo dove potremmo aggiungere anche i 6 comuni della Val Fontanabuona”.

Mentre si distende sulla roccia guardando due bianche nuvole che passano: “amiche e amici, abbiamo poco tempo per confrontarci e decidere. A fine anno potremmo perdere tutto compreso l’oltre milione di euro previsto dalla finanziaria di riferimento della legge istitutiva del Parco Nazionale”.

In riferimento alla legge quadro 394 del 91 lo Stato istituisce la aree protette in ragione del contenimento di uno o più ecosistemi intatti, formazioni fisiche, geologiche, biologiche di rilievo nazionale o internazionale per valori naturalistici, scientifici, estetici e paesaggistici, culturali, educativi e ricreativi tali da richiedere l’intervento dello Stato ai fini della conservazione per le generazioni presenti e future.

Gli strumenti di gestione sono il regolamento del parco, il piano del parco e il piano pluriennale economico e sociale per la promozione delle attività compatibili. Tutto quanto da concertare con le realtà sociali interessate.
I Parchi sono istituiti dal Ministero dell’Ambiente sentita la Regione.

In questo quadro normativo sufficientemente chiaro emergono, i ogni caso, quesiti da parte degli enti territoriali di base quali i comuni: a cui bisogna dare risposte.

Il primo riguarda l’autonomia gestionale delle aree urbane dei 22 comuni. 
Il Piano del parco potrebbe valutare la totale autonomia attraverso il Piano Urbanistico comunale.

Il secondo riguarda la eventuale maggiore incidenza sui comuni delle le norme che comunemente chiamiamo vincoli territoriali di tutela.
A grandi linee i vincoli urbanistici, storico artistici, di tutela ecologica e funzionale, delle bellezze naturali e paesaggistiche che gravano oggi sul territorio non subiranno sostanziali incrementi. In ogni caso molto dipendono dal Piano e regolamenti del Parco nazionale che saranno definiti dai Sindaci e Regione.
Il problema per le amministrazioni locali riguarda, l’aspetto burocratico che complica e allunga le procedure. Gli uffici del Parco Nazionale dovrebbero assumersi l’impegno tecnicoamministrattivo per dare risposte rapide, chiare, non interpretabili, in unica soluzione ai singoli comuni.

Il terzo riguarda l’attività venatoria.
La norma non prevede alcuna possibilità di attività venatoria in area parco.
Nell’ambito di regolamento e Piano del parco, il confronto tra le amministrazioni e le organizzazioni venatorie dovrebbe individuare aree contigue al parco Nazionali dove poter esercitare tali attività riservate ai residenti, con opportuni diversi inserimenti per attività riguardanti la selezione e in particolare la gestione della presenza degli ungulati.

Il quarto riguarda i vantaggi economici per i comuni all’interno dell’area parco.
Siamo all’interno di una politica che poco considera le esigenze territoriali di conservazione, messa in sicurezza del territorio, valorizzazione delle eccellenze sia naturalistiche che culturali e di tradizione. Lo stesso per specificità lavorative e imprenditoriali, potenzialità turistiche e di uso del territorio.
Essere all’interno di un’area protetta pensata a livello nazionale impone maggiori attenzioni e disponibilità economiche.
La consistenza di queste dipende quindi dalla capacità di gestione del Parco Nazionale.

Il Parco nazionale può e deve garantire la capacità di pensare e promuovere progetti a livello europeo sulla valorizzazione delle potenzialità terrestri e marine già considerate. Sarà necessario valutare nuovi orientamenti di turismo sostenibile, escursionismo culturale, della lentezza del vivere , del silenzio, accoglienza e buon cibo. Azioni concrete che produrranno maggiori risorse da distribuire opportunamente su tutta l’area. Tutte iniziative che i singoli comuni hanno serie difficoltà a elaborare.

Un esempio per tutti: nel 2018 il parco Regionale di Portofino ha operato con meno di 1 milione di euro, il Parco nazionale delle 5 Terre oltre 20 milioni. Una semplificazione, certo, per evidenziare le maggiori opportunità di un Parco Nazionale.

Il Gigante buono uscendo dal parco marino, un po timoroso, si stende sulla roccia del Monte e con aria preoccupata, ma serena si riaddormenta sussurrando: “Perché no”.

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Al Ministro dell’ambiente e della tutela del Territorio e del Mare

Caro Ministro,
abbiamo bisogno di Lei.

La Liguria sta attraversando una difficile condizione dove la fragilità territoriale, il consumo di suolo e la mancanza di opportunità di offrire un futuro dignitoso in particolare alle giovani generazioni, ci vincolano.

L’opportunità dell’istituzione del Parco Nazionale di Portofino che, secondo lo studio I.s.p.r.a. promosso dal Ministero, offre la possibilità di ampliare al Levante Ligure l’attuale superficie del Parco Regionale, rappresenta una importante occasione di tutela e recupero delle risorse ambientali e di sviluppo sociale realizzando anche un nuovo equilibrio tra la fascia costiera urbanizzata e l’immediato entroterra ora in fase di declino.
Secondo il nostro Coordinamento le istituzioni preposte alla informazione, per coinvolgere le diverse comunità interessate, per generare confronti e consapevolezza, non hanno agito in modo coerente secondo legge, etica istituzionale e impegno.
In particolare la Regione e molti comuni (escludendo alcuni momenti di obbligo istituzionale) non hanno considerato l’argomento di interesse e al contrario hanno contrastato l’iniziativa istituzionale dello Stato.
Sono così trascorsi il 2018 e buona parte del 2019. In tale desolante quadro nel Gennai 2019 si costituisce il Nostro Coordinamento per il Parco Nazionale di Portofino, cui in breve tempo, aderiscono le associazioni ambientaliste regionali e nazionali, soggetti dell’Università di Genova, esponenti politici di diverse estrazioni, singole cittadine e cittadini, superando a oggi le 100 unità.

Lo scopo primario del nostro Coordinamento ha riguardato l’informazione e la ricerca della condivisione sui diversi e complessi ambiti che riguardano l’istituzione di un parco nazionale e sopratutto l’impegno che le comunità locali dovranno considerare nella futura gestione.

In buona sostanza sostituendoci alle istituzioni, attraverso incontri, convegni, e distribuzione di materiale informativo (a Regione, Città Metropolitana, Comuni interessati, Associazioni di categoria e singoli) continuiamo in tale impegno.

Nello svolgersi del nostro lavoro, sia pure di volontariato, abbiamo sperimentato che solo attraverso la corretta informazione si possono superare le resistenze, spesso solo ideologiche, l’ignoranza, intesa come non conoscenza dei diversi problemi da superare e la consapevolezza delle opportunità ambientali, e sociali che si possono ottenere con la concertazione e l’impegno.
La recente adesione al Coordinamento del movimento di “Friday For Future” ci ha confermato che il nostro impegno deve porre maggiore attenzione alle generazioni future e condividere il loro naturale entusiasmo per trasmetterlo ai responsabili istituzionali.
Riteniamo che la Liguria non debba e non possa perdere l’opportunità che lo Stato ha deliberato di offrirci.

Chiediamo che Lei che rappresenta il Ministero di competenza, unitamente alle conoscenze e professionalità dei funziona preposti, faccia le opportune verifiche e sollecitazioni, se non iniziative dirette, per concludere nel modo più opportuno e condiviso la perimetrazione del futuro Parco Nazionale.

Il Nostro coordinamento mette a disposizione le competenze e la  determinazione che ci distingue, sia pure in una situazione non facile.
Come vede, abbiamo davvero bisogno di Lei.
Un caro saluto.

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Area di interesse da considerare – Ipotesi 6 Ponente