Recco: “Non ha rispettato la parola; lo ha ammesso”

Da Gian Luca Buccilli e Giuseppe Rotunno riceviamo e pubblichiamo

Dario Capurro, attraverso Levante News, è stato costretto ad ammettere di non aver rispettato la parola data, disattendendo gli impegni assunti liberamente e nella pienezza delle sue facoltà.

Prova a giustificarsi, Capurro, sostenendo che a comporre la lista Civica vi erano persone sulle quali lui aveva posto un veto.
Le ragioni di incompatibilità sollevate da Capurro non avevano nulla a che fare con l’appartenenza politica: prova ne è che i veti riguardavano anche un dirigente di Forza Italia e una persona che ha fatto parte della Giunta – Capurro per otto anni e fino alla scadenza dell’ultimo suo mandato.

È vero: non abbiamo accettato di condividere con Capurro scelte che nulla avevano a che fare con la politica e con l’amministrazione della città. 

Come è altrettanto vero che abbiamo difeso, fino all’estreme conseguenze, l’idea (per altro da Capurro originariamente condivisa) di dare vita a una lista svincolata dalle interferenze dei partiti, senza porre limiti al confine del perimetro entro il quale andare ad esercitare uno sforzo inclusivo.

In ultimo, non per importanza: ciò che ci differenzia da Dario Capurro è che a lui la serenità gliela restituiscono gli elettori con il voto.
È Capurro stesso che dichiara di attribuire al consenso politico questo effetto benefico.

La nostra serenità non è di certo subordinata all’esito di una consultazione elettorale.
Per noi sono altre le cose che contano, in politica come nella vita. 
E sono queste a determinare il nostro benessere complessivo: ad esempio (ma non solo) la coerenza e la lealtà nei comportamenti, il fatto di attribuire un valore alla parola data, il mantenere fede agli impegni presi, la sostanziale indipendenza dal calcolo di ciò che conviene fare.