Lettere/ Camogli: “Addio anche al viale dei carrubi!”

Da Giorgio Casciscia riceviamo e pubblichiamo

Sarò un indomabile romantico ma, lo confesso, quando ieri mattina ho visto sparire, sotto i colpi di fredde seghe a motore, alcune quasi secolari piante di carrubo, ho avuto un senso di nostalgico malessere!

Certo, è vero, io appartengo ad un’altra generazione, a quella che ha vissuto tempi migliori, che ha conosciuto e cercato di coltivare alcuni valori fondamentali per il buon vivere civile: valori (purtroppo ormai obsoleti) come etica, morale, costume, onestà (specialmente quella intellettuale), correttezza e (perchè no?) rispetto dell’ambiente!

Tutti quei valori che, sostanzialmente, servono a differenziare le persone.

Oggi, nel momento in cui con una ineffabile e sfacciata ipocrisia  si inneggia ad una sedicenne svedese che ha, di fatto, ridicolizzato i “grandi” della Terra,  ci si indigna sui gravissimi incendi delle foreste amazzoniche, ci si preoccupa per lo scioglimento dei ghiacciai, si drammatizza sull’inquinamento atmosferico,  si condanna cementificazione e disboscamento,  ci si lamenta dell’estinzione di molte specie animali, oggi, dicevo, mentre nelle altre città si cerca di tenere il più possibile il traffico veicolare fuori dal centro abitato, a Camogli si è pensato bene di sventrare un’intera nodale strada, non per creare parcheggi pubblici (la cui dichiarata carenza è stata più volte lamentata nel tempo) bensì (si badi!) per realizzare una ingiustificata miriade di boxes privati!