Recco: “A proposito di autocelebrazioni”

Da Dario Capurro, già sindaco di Recco, riceviamo e pubblichiamo

A proposito di autocelebrazione.

Nei tanti anni in cui ho svolto l’attività di amministratore del comune di Recco sono stato volontariamente, e per qualcuno colpevolmente, avaro nella comunicazione e sicuramente nullo nella pratica autocelebrativa, attività quest’ultima oggetto oggi di un contraddittorio tra alcuni miei ex assessori in cui vengo trascinato non richiesto a mo’ di elastico.

Fare politica e poi amministrare la cosa pubblica comporta coltivare le doti dell’ascolto, del confronto, della mediazione e della scelta, materie in cui non si nasce professori ma si è sempre studenti, anche dopo 34 anni di attività.

Ho avuto la fortuna di avere Giancarlo Demarchi come primo insegnante e nel prosieguo del mio lungo e non ancora concluso percorso politico tanti altri esempi di buona pratica amministrativa.

Ho sempre fatto gioco di squadra. Da sindaco ho dato ampia delega ai miei collaboratori, riservandomi il compito della regia e del controllo, e quando occorreva della sintesi e della conclusione, lasciando che i tanti ottimi risultati raggiunti fossero merito di un gruppo e non solo del sindaco e del competente assessore o consigliere di turno.

Forse qualche giocata da campione non ha avuto il giusto e meritato risalto ma altrettanto sono rimasti in ombra lacune, svarioni, assenze e lunghe pause.

I risultati parlano chiaro.

Come scrissi recentemente ai miei concittadini e limitandomi ai risultati più rilevanti, si passa dall’attenzione per l’ambiente (raccolta differenziata e nuovo depuratore consortile) alla sicurezza (caserma dei Carabinieri, sistema integrato di video sorveglianza, vigilanza davanti alle scuole), dalla protezione delle fasce deboli (appartamenti del grattacielo, sportello antiviolenza, cafè Alzheimer, appartamento per l’autonomia per i  ragazzi disabili, nuovo centro a sostegno delle famiglie e della genitorialità in via Milano) alle opere pubbliche (barcasilos, nuova passeggiata di levante, ecocentro), dai posteggi (37 posti auto all’uscita dell’autostrada, 35 posti auto in via Milite Ignoto, 20 posti auto in via Speroni e i nuovi posteggi in costruzione in via Pisa e nell’area ex-marmista) alla viabilità (semafori intelligenti, allargamento di via Milite Ignoto, nuova strada dietro la Parrocchia, marciapiede in via Cavour), dalla messa in sicurezza del torrente (nuovo ponte di S. Nicola, nuovo ponte al Mulino Nuovo) all’impiantistica sportiva (sintetico sul campo di calcio, nuova tensostruttura dell’impianto polivalente del Vastato, nuovo campetto per le scuole), dalla cultura (ristrutturazione e gestione del Teatro Sociale di Camogli) alla scuola (corso linguistico al Liceo Nicoloso da Recco, Istituto Comprensivo, manutenzione ordinaria e straordinaria in tutte le scuole pubbliche, convenzionamento con gli istituti privati per l’infanzia), dal sostegno delle nostre tradizioni (festività dell’8 settembre e gemellaggio con Ponte di Legno) alla promozione delle nostre eccellenze (festa della focaccia e Igp), dall’attivazione di servizi pubblici (bus a chiamata, ufficio Aci, sportello Iren, sportello Inps) al potenziamento dell’offerta sanitaria pubblica nell’ex Ospedale S. Antonio (nuova piastra ambulatoriale e apertura dal prossimo anno di una Rsa riabilitativa con 30 posti letto), … e tanto altro ancora.

Poco importa, a mio avviso, se alcune di queste cose sono iniziate con l’amministrazione precedente e altre tra queste vedranno la conclusione con l’amministrazione che mi è succeduta; è fisiologico che sia così per le cose buone come per quelle meno buone. Parimenti è andata così anche ai sindaci che mi hanno preceduto, almeno ai cinque con cui sono stato in consiglio comunale.

Sono altresì contento che venga ricordato che la mia amministrazione abbia lasciato all’attuale un bilancio in ordine, tanti soldi da spendere e tanti progetti pronti, nonostante si sia lavorato per quasi tutti i 10 anni dei miei mandati sotto il più rigido controllo e restrizione della spesa pubblica dell’età repubblicana per la quale a titolo di esempio nel 2013 furono disponibili solo 227mila euro in investimento.

Sarebbe cosa buona che queste cose fossero tenute a mente da quanti le hanno vissute e che ad ogni buon conto tutti ricordassero che ad ergersi a maestri spesso si rischia di fare come il bue che dice cornuto all’asino.

Infine, e vado a concludere, non mi sono mai piaciute le dotte citazioni e se proprio devo ripassare il Macchiavelli preferisco adeguare uno dei suoi più noti aforismi all’attualità locale ricordando che il “con chiunque pur di vincere” è un “mezzo” che non pratico e che a Recco non è stato, ancora recentemente, molto apprezzato.