‘Santa’: disservizi postali, Delpino scrive a Conte

Da Marco Delpino, giornalista ed editore riceviamo e pubblichiamo

Questo è il testo della lettera di protesta che abbiamo indirizzato alla Direzione Generale di Poste Italiane, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (divisione editoria) e alle redazioni di alcuni organi di informazione per denunciare i ritardi nelle consegne da parte di Poste Italiane. 

Ci auguriamo che la Presidenza del Consiglio dei Ministri (divisione editoria) possa provvedere a far tornare l’Italia un Paese civile e democratico.

In qualità di direttore dell’associazione culturale “Tigulliana” (con sede in Santa Margherita Ligure, in Via Belvedere n. 5) desidero far presente l’intollerante situazione di disagio causata dalla costante inefficienza del servizio postale su tutto il territorio nazionale. 

La nostra organizzazione culturale pubblica, infatti, da 50 anni un periodico bimestrale di attualità e cultura intitolato “Bacherontius” (festeggeremo l’anniversario il prossimo 15 novembre), che viene spedito ai nostri abbonati-lettori in tutta Italia esclusivamente attraverso le Poste Italiane (tramite consegna delle copie alla sede di Genova-Aeroporto). Inoltre la nostra associazione spedisce, quotidianamente, “pieghi di libri” dall’Ufficio Postale di S. Margherita Ligure (che, al contrario, si distingue per efficienza e cortesia). 
Purtroppo continuiamo a ricevere, da tutta Italia, lamentele per i ritardi negli inoltri postali, sia della nostra rivista, sia dei libri che spediamo. Ritardi che, nel caso del periodico “Bacherontius” superano di gran lunga il mese (nei giorni scorsi nostri Lettori del nord e del sud hanno segnalato il ricevimento – dopo ben due mesi dalla spedizione – del numero di agosto, consegnato alle Poste il giorno 4 agosto 2019). 
Segnaliamo queste gravi carenze, perché (da anni) siamo fedeli a Poste Italiane e lavoriamo, praticamente al 90% con Poste Italiane, spendendo soldi che rappresentano il costo versato da Cittadini che vedono lesi i loro diritti di informazione e di comunicazione.
Riteniamo, infatti, che i ritardi o i mancati ricevimenti del nostro periodico e dei libri da noi editi rappresentino una violazione degli elementari diritti di libertà di stampa e di informazione di una nazione che vuol dirsi civile e democratica. Non è infatti pensabile che nostri Lettori ricevano informazioni relative al numero spedito il 4 agosto a distanza di ben due mesi, così come non è pensabile che “pieghi di libri” e anche semplici lettere impieghino settimane prima di giungere a destinazione. 
Questi inammissibili ritardi ci riportano indietro nel tempo e penalizzano la vostra struttura in un’epoca in cui, al contrario, diventa fondamentale la velocità di comunicazione. 
Inoltre questa inefficienza lede la nostra organizzazione e punisce la nostra fedeltà a Poste Italiane.
Desideriamo sottolineare il fatto che è raro trovare, in Italia, un periodico di attualità e cultura che possa godere di una longevità di ben 50 anni. Inutile aggiungere che il continuo disservizio postale rischia di far cessare il nostro impegno e quindi rischia di far chiudere una piccola “voce” di libertà, di indipendenza e di autonomia (visto che il nostro periodico non riceve alcun contributo statale, regionale, provincialo o comunale). 
Segnaliamo che l’ultimo numero della rivista (settembre 2019) è stato consegnato alle Poste di Genova-Aeroporto in data 23 settembre e, a tutt’oggi, pochissime copie sono giunte a destinazione.
Restiamo in attesa di una cortese risposta.
Distinti saluti,
Marco Delpino
Direttore di “Tigulliana” e “Bacherontius”

Marco Delpino