Massoneria: riunione delle logge liguri

Dal Collegio circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Liguria – Massoneria Universale – Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani, riceviamo e pubblichiamo (il documento comprende nomi e atmosfere del Levante Ligure e crediamo sia di interesse generale)

“Armonia e Massoneria, Massoneria è Armonia. Un viaggio in musica attraverso i 4 elementi”: è il tema scelto come filo conduttore della Tornata a Logge Riunite della Liguria che si è tenuta a Loano, in provincia di Savona, nel Tempio allestito presso il Resort Village Loano 2. Numerosi i Fratelli provenienti da tutta la regione e da Circoscrizioni vicine hanno partecipato a una Tornata unica nel suo genere e arricchita da una Tavola armonica in cui due musicisti professionisti, tutti Massoni, hanno suonato brani di celebri autori Massoni per eseguire la Colonna d’armonia del Collegio ligure.

La Tornata si è svolta domenica 29 settembre con la presenza all’Oriente del Gran Maestro Onorario Renzo Brunetti, dal Primo Gran Sorvegliante Sergio Monticone, da Andrea Macchioni Presidente della Circoscrizione Piemonte-Val d’Aosta e dal Fr. Tonino Salsone Presidente della Circoscrizione Lombardia. Presenti anche figure istituzionali centrali come Giudici della Corte Centrale e Consiglieri dell’Ordine. Presente l’ex Gran Cerimoniere Fr. Giorgio Borra. Assieme alle suddette cariche, Giudici ed Ispettori circoscrizionali e i MM.VV. di tutte le Logge Liguri.

A fare gli onori di casa Carlo Alberto Melani, Presidente del Goi Liguria che per l’occasione ha retto il Maglietto in qualità di M.V., coadiuvato nelle cariche dai membri del Collegio ligure Fr. Innocente Ramoino Vicepresidente del Collegio (che per l’occasione ricopriva la carica di Primo Sorvegliante), dal Segretario Aggiunto Fr. Duilio Chiapperini (nel ruolo di Secondo Sorvegliante), dall’Oratore del Collegio Fr. Marcello Capuccini (in qualità di Oratore) e dal Segretario Fr. Sergio Faggi, nella sua naturale carica. Il Fr.

Carlo Alberto Melani ha riassunto in un discorso durato poco meno di mezz’ora l’intera attività svolta dal suo gruppo di lavoro all’interno del Collegio. Anni di lavoro intenso, anni di gioie ma anche di sofferenze. Il Presidente Melani si è soffermato molto sul concetto di squadra coesa che ha saputo superare col sostegno reciproco ogni avversità. In prossimità del passaggio di testimone al prossimo Presidente del Collegio, Il Presidente C. A. Melani ha consegnato una prestigiosa onorificenza ‘Giordano Bruno’ a un commosso Sergio Faggi, segretario del Collegio, e ha ringraziato, citandoli singolarmente, i membri del suo team. Dopo l’intervento di alto contenuto iniziatico del Gran Maestro Onorario Fr. Renzo Brunetti ed i saluti del Risp.mo e Ven.mo Gran Maestro Fr. Stefano Bisi, pervenuti per mezzo del 1° Gr. Sorv. Fr. Sergio Monticone, i Lavori sono terminati all’insegna dell’Armonia come auspicato dal titolo stesso della Tornata.
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“NEL 1922 ESPLODE LA POLVERIERA DI FALCONARA
LA RL BYRON RICORDA I 144 MORTI E GLI 800 FERITI
La RL Lord Byron (n.690 Or.) della Spezia, ha ricordato l’esplosione della Polveriera di Falconara, che, nella notte del 28 settembre 1922, distrusse gran parte del Borgo di San Terenzo di Lerici e provocò 144 morti e 800 feriti. La causa dell’esplosione fu attribuita ad un fulmine. La successiva inchiesta confermò nel fulmine l’origine del disastro ma molte furono le voci che attribuirono la tragedia a un atto di sabotaggio. Arrivarono aiuti da tutt’Italia e, ovviamente, dai Liberi Muratori.

Le Logge Stella d’Italia di Monterosso, Anacarsi Nardi di Massa, Simone Schiaffino di Camogli e Trionfo Ligure-Secolo Nuovo di Genova inviarono ben 1.500 lire, insieme ad almeno un centinaio di Logge di tutta la penisola e delle isole. La Loggia I Figli di Mazzini di San Terenzo (ora e dal 1951 RL Giuseppe Mazzini n.100) aveva perduto, con l’esplosione, due Fratelli: i marittimi Pietro Andreani e Natale Da Massa; le loro tombe, tuttora visibili nel cimitero di San Terenzo, recano simboli massonici e il ricordo della tragedia.

Il 28 settembre è una data che, nel lericino, si ricorda anche per un altro tragico motivo. Il 28 settembre 1944, 22 anni dopo Falconara, un’altra esplosione colpì la cittadina di Lerici: le autorità militari tedesche, che occupavano la zona, fecero esplodere le mine che erano già state posizionate in agosto e distrussero più di 35 case, che si trovavano sulla Calata Mazzini. Portovenere, che sembrava destinata a subire la stessa sorte, si salvò per le suppliche dell’allora Podestà del Comune, mentre La Spezia non rischiò alcuna distruzione per la semplice ragione che era già stata ampiamente bombardata.

Lo scopo della distruzione era far posto a un’area che doveva servire come deposito di merci e di armi degli occupanti tedeschi. Le due tragedie ricordate, ha detto il Maestro Venerabile Paolo Barbanente, sono collegate a una delle peggiori invenzioni dell’uomo: la guerra, dove la creazione del nemico (fenomeno del quale nella Byron si è parlato molte volte e non solo a proposito dei conflitti bellici ma anche di social net work e di hate speech, il discorso di odio) diventa la regola di vita per gruppi di persone contro altri gruppi di persone.

I Liberi Muratori non possono che essere pacifisti e le spade rivolte verso il profano, che sta per essere iniziato, rappresentano più raggi di luce che strumenti di battaglia. Non a caso c’è un passo, da non dimenticare mai, nella promessa che, liberamente e spontaneamente, tutti i Liberi Muratori formulano solennemente: “avere sacri la vita, la libertà, l’onore e la dignità di tutti”; di tutti, come nell’art.1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

Anche Giuseppe Garibaldi, che pur ebbe fama di guerriero, fu a suo modo pacifista (ma anche ecologista e a favore del divorzio, dell’emancipazione delle donne e del suffragio universale). Fu Presidente onorario del Congresso Internazionale della Pace che si tenne a Ginevra nel 1867, al quale parteciparono molte logge massoniche italiane; quell’Eroe dei due Mondi che era stato Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia nel 1864 e sarebbe divenuto Gran Maestro Onorario nel 1872.

Il Maestro Venerabile ha poi ricordato le parole di David Grossman (“Con gli occhi del nemico, raccontare la pace in un paese in guerra”, Mondadori, 2007, trad. di E. Loewenthal) che invitano ad un’empatia avanzata e “a tenere sempre presente un fatto semplice, banale, che però risulta così facile da dimenticare, da rimuovere: il fatto cioè, che dentro quell’armatura c’è una persona.

Dentro la nostra armatura e anche dentro quella del nostro nemico. Così come dietro la corazza della paura, dell’indifferenza, dell’odio, dietro la contrazione della psiche, dietro tutto ciò che è andato spegnendosi in ognuno di noi in questi anni difficili, dietro tutti i muri difensivi, i posti di blocco e le torri di guardia c’è sempre una persona”. La commorazione di questi tragici eventi ha, così, dato ulteriore occasione di meditazione e confronto e stimolato molti costruttivi interventi dalle Colonne e dall’Oriente.