Rapallo: ragazzo portoghese, domani l’incidente probatorio

Il 3 agosto un sedicenne portoghese residente in Svizzera e giunto a Rapallo con la famiglia, perde i sensi dopo un bagno in mare ed essere salito sulla scogliera posta a protezione del Castello. A un certo punto il ragazzo perde l’equilibrio, si aggrappa ai fili dell’impianto di illuminazione, nuovo di zecca, del Castello. Quindi crolla sugli scogli privo di sensi.

Chi lo vede urla, emettendo forse troppo frettolosamente una diagnosi, che il ragazzo è stato folgorato dai fili. Soccorso dai presenti e poi dal 118, il sedicenne viene trasportato, intubato, all’ospedale di Lavagna dove, a quanto è dato sapere, non sono rilevati segni di folgorazioni, ma solo abrasioni derivanti dalla caduta sugli scogli.

Oltre alla macchina dei soccorsi scatta immediatamente quella per verificare se esistono responsabilità riguardo alla tesi della folgorazione. Sul posto intervento di carabinieri, capitaneria di porto e vigili del fuoco che, a quanto è dato sapere, non rilevano dispersioni di corrente nell’impianto incriminato.

I genitori del ragazzo, poi trasferito in una clinica tedesca, sporgono denuncia; la madre sostiene che, toccandolo, ha avvertito una scossa.

Domani sulla scogliera del Castello ci sarà l’incidente probatorio cui parteciperanno i periti delle varie parti in causa: tribunale, Comune, famiglia del ragazzo, ditta che ha realizzato l’impianto elettrico. Certamente a mani del giudice ci sono anche i verbali di vigili del fuoco, tecnici della ditta e quelli del Comune; oltre alla cartella clinica.

Il quesito è: il ragazzo è stato vittima di una fibrillazione parossistica e si è appoggiato ai fili nel tentativo di mantenersi in piedi? O viceversa il malore è subentrato dopo avere toccato i fili? Pur sicuro di poter camminare sugli scogli, perché si sarebbe aggrappato ai fili?