Camogli: “Civiltà è migrazione”

Testo e foto di Gian Maria Bavestrello

“Civiltà è libertà”. Anzi, “civiltà è migrazione, fin dalle sue origini”. Esordisce così Paolo Crepet in una Piazza Colombo gremita di gente e ipnotizzata dalle virtù narrative dello psichiatra mentre tesse l’elogio dell’errare: “Se Cristoforo Colombo si fosse fermato a Finale Ligure non avremmo avuto la pasta al pomodoro”. 

La stessa storia dell’arte, a partire dal Rinascimento, è una storia di contaminazioni. “Anche il cubismo nasce dal contatto fra Pablo Picasso e l’arte africana”, chiosa Crepet in un’appassionata apologia dell’innesto, “del nuovo capace di stupire, di cambiare le cose. Ecco la libertà”.  

Quindi un richiamo marinaro, intonato allo scenario del porticciolo di Camogli. “Che cosa odiano i marinai? La bonaccia. Non le tempeste, perché se ci vai vicino le vele si gonfiano. La bonaccia non è pericolosa, ma sei fermo. Non rischi ma non vivi nemmeno, stai morendo ogni giorno di più. Ecco cosa dobbiamo dire ai nostri ragazzi: augurar loro buon vento”.