Rapallo: Giorgio Costa a “Route 4 du Panathlon”

Dall’ufficio stampa Panathlon international Distretto Italia, riceviamo e pubblichiamo

Ha preso il via lo scorso 2 settembre la quarta edizione della “Route du Panathlon”, un appuntamento ormai imprescindibile per i soci del Panathlon Distretto Italia amanti della bicicletta, patrocinata per la sua valenza dal Coni nazionale.

   Protagonsti di questa nuova edizione una ventina di panathleti che, lo scorso 2 settembre partendo dalla Laguna a nord di Venezia, stanno dando vita sino a sabato prossimo 7 settembre, ad una perfomance sportivo-ecologico-culturale lungo i 450 chilometri del percorso, suddiviso in sei tappe

Ha dato lustro alla prima tappa l’indimenticata schermitrice Dorina Vaccaroni plurivincitrice di titoli mondiali ed olimpici di scherma.

   La finalità di questo evento, come sempre, è la valorizzazione di un turismo ecologico ancora poco promosso ed organizzato in Italia, nonché la necessita di piste continue ciclabili, sull’esempio di altri Paesi dell’Unione Europea.

   I Panathleti sono stati ospiti in ogni tappa dei diversi club del Panathlon, incontrando anche le autorità comunali locali per sensibilizzarle sulla necessità di sviluppo delle piste ciclabili.

   Le sei tappe: 1) Cavallino/Treporti – Mestre (2.09); 2) Riviera del Brenta – Chioggia – Adria (3.09); 3) Rovigo – Mantova (4.09); 4) Mantova – Salò/Gardone Riviera 5.09); 5) Brescia – Crema (6.09); 6) Crema – Milano (7-09).

L’arrivo è previsto intorno alle 12.30 di sabato prossimo nell’avveniristica piazza Gae Aulenti, simbolo più che mai della Milano moderna, dove ad attenderli dove a riceverli ci saranno il Presidente del Panathlon Distretto Italia, Giorgio Costa, il Governatore dell’Area2 Lombardia, Fabiano Gerevini, ed il Presidente del Panathlon Milano, il giornalista Filippo Grassia.

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La Route du Panathlon, evento nazionale ciclo-ecologico-turistico del Panathlon Distretto Italia, organizzato dall’Area1 Veneto/Trentino-Alto Adige e l’Area2 Lombardia e patrocinata dal Coni nazionale per la sua valenza, è pronta al nuovo appuntamento che porterà i protagonisti, panathleti ed amici, dalla Laguna Nord di Venezia sino all’avveniristica piazza Gae Aulenti di Milano, lungo un tragitto di 450 chilometri da compiersi in sei giorni. Un percorso che idealmente unisce la natura alla città del domani.

    La finalità di questo evento, come le precedenti, è la valorizzazione di un turismo ecologico ancora poco promosso ed organizzato in Italia, nonché la necessita di piste continue ciclabili, sull’esempio di altri Paesi dell’Unione Europea.

    La storia della Route parte una decina d’anni fa quando il Panathlon Club Bassano ideò la Transalpina Bike, che inizialmente partiva da Monaco di Baviera per giungere nella cittadina veneta del celebre Ponte degli Alpini. Successivamente, visto il successo, l’arrivo fu posto a Venezia nella splendida piazza San Marco.

Da quattro anni a questa parte il percorso non è più quello iniziale, perché si è preferito cambiare ad ogni edizione. Lo scorso anno la Route transitò in diverse località, da Cortina d’Ampezzo fino a Mantova, teatri della prima Guerra Mondiale, ricordandone il centenario della cessazione delle ostilità.

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Si è chiusa tra l’entusiasmo dei protagonisti la quarta edizione della Route 4 du Panathlon con l’arrivo a Milano in piazza Gae Aulenti, dove ad attenderli c’era il Presidente del Panathlon Distretto Italia Giorgio Costa, che ha dato loro il benvenuto di rito.

L’evento, ciclo-turistico-ecologico, della Route è nato una quindicina d’anni fa come Transalpina Bike, denominazione legata al suo percorso che partiva da Monaco di Baviera per giungere a Venezia dopo circa una settimana. Con l’andar del tempo si è però optato per un progetto con diversificazione di percorsi, alfine di fornire un service ricognitivo per evidenziare le peculiarità positive e/o negative dei tracciati prescelti.

Così quest’anno la Route 4 du Panathlon è partita dalla laguna di Venezia, una Camargue di grande bellezza, per giungere nell’avveniristica piazza Gae Aulenti di Milano. Un ideale Fil Rouge, dunque, che ha unito la bellezza della natura alla modernità voluta da l’uomo, lungo un percorso di 450 chilometri che ha unito il Veneto alla Lombardia.

“La ripetitività di successo della Route, ha detto il Presidente Costa, ci invita ad espanderla ulteriormente anche in altre regioni, se non a qualche altro Paese”. Ed ha proseguito affermando: ” Che l’iniziativa sia riuscita lo testimonia anche l’interessamento del Coni nazionale, che ha contribuito alla sua realizzazione”.